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Report 51, alieni made in Italy

Un lettore di Tutto Digitale prova il grande salto, con un film "found footage", girato in inglese e viralizzato da mesi sulla rete: Report 51 ha già fatto drizzare le antenne degli appassionati d'oltreoceano, che attendono impazienti questa storia di incontri ravvicinati non proprio amichevoli... Un virale di pochi secondi e un trailer di 4 minuti e mezzo; un sito, qualche foto e poche notizie sulla trama. Non trapela molto riguardo al film Report 51, un progetto di Alessio Liguori - regista e lettore di Tutto Digitale - e Giuliano Tomassacci, direttore della fotografia. Quello che si sa è che si tratta di un thriller/horror di fantascienza, con alieni minacciosi e quattro ragazzi in fuga.

Il film è inoltre un found footage, cioé un'opera di finzione basata sul ritrovamento di riprese realizzate dagli stessi protagonisti e presentata dunque come storia realmente accaduta.

Report 51 ha suscitato un grande interesse - soprattutto negli Stati Uniti - già nella fase di lancio virale, con il primo clip che ha popolato siti e forum di amanti del genere e di appassionati di ufologia ed ha raccolto quasi 40.000 visualizzazioni.



Il film è girato interamente in inglese. Da subito infatti i due autori hanno deciso di puntare al mercato internazionale, più esteso ed aperto alle idee fuori dagli schemi rispetto a quanto si verifica di solito in Italia: "Ci siamo chiesti se questo prodotto poteva essere recepito qui da noi e ci siamo detti che era meglio fare da soli, per avere libertà e poter sperimentare. E così siamo partiti, anche perchè i costi del progetto lo permettevano".

Il film - un classico "no budget" - è realizzato con il metodo della caratura (la compartecipazione agli utili delle maestranze) ed ha visto una decina di giorni di riprese tra l'Umbria e il Belgio, dove la troupe è stata accolta con grande disponibilità e sostegno da parte dell'amministrazione pubblica.

"Per rispettare al massimo l'estetica del found footage, l'intero film è girato in piani sequenza, con le riprese fatte dagli attori ed ogni accensione della videocamera giustificata dalla sceneggiatura" ci dice Liguori "Gli attori hanno fatto un lavoro notevole, con tripla responsabilità: recitare, farlo in inglese e riprendere a turno, rispettando le indicazioni di regia e fotografia. Erano stati istruiti prima, anche dal punto di vista tecnico, su inquadrature, movimenti ed esposizione, con necessità di effettuare più cambi di diaframma nello stesso piano sequenza. Abbiamo fatto molte prove, per arrivare sul set ben preparati. Non avevamo monitor, ma rivedevamo le scene dopo averle girate."

Il trailer di Report 51


Il film è ambientato in inverno con tante scene in esterno notte, e quindi la fatica e il freddo devono aver complicato l'opera: "È un'operazione difficile" prosegue Tomassacci "ma se ti prepari come se organizzassi una sorta di coreografia, poi gli attori riescono a mettere qualcosa in più, dal punto di vista attoriale ed anche di ripresa. Alcune inquadrature, ad esempio, ci hanno stupito per la loro composizione ottimale... La fotografia è tutta fatta in macchina, con la luce disponibile nell'ambiente e l'aggiunta di un faretto. Tranne due scene girate in green screen, abbiamo usato solo torce e candele, tutti elementi diegetici".

Le riprese sono state realizzate con una Sony EX1, videocamera adeguata alle necessità di sceneggiatura, dotata di controlli automatici efficaci ed in grado di assicurare la qualità per un progetto che vuole sbarcare in sala. Dalle immagini che abbiamo potuto osservare, la macchina rende bene nelle molte scene notturne, e la grana che emerge in alcune circostanze è perfettamente in sintonia con il genere del found footage. "Rispetto ai tradizionali film di questo genere, lo sviluppo narrativo è più complesso" ci rivela Liguori, senza però addentrarsi troppo nella trama... In effetti dopo The Blair Witch Project - il successo del 1999 che ha rilanciato questo particolare genere in tutto il mondo - gli spettatori sono più smaliziati e chiedono qualcosa in più: la minaccia, insomma, dopo essere intuita e percepita nel fuori campo farà la sua comparsa sulla scena, con effetti visivi degni del grande schermo.

Budget zero, ma idee chiare e forza di volontà per il giovane duo romano che - creatività alla mano - ha deciso di provarci aguzzando l'ingegno e gettando il cuore oltre l'ostacolo.

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