Sony ha invitato un selezionato gruppo di giornalisti a Los Angeles per illustrare la visone del futuro dell’azienda: si è parlato di 4K Ultra HD, risoluzione equivalente a quattro volte quella Full HD.
Ovviamente noi di Tutto Digitale non potevamo mancare; la trasferta ha incluso un tour ai Sony Pictures Studios di Culver City, uno dei primi luoghi sul pianeta completamente pronto ad un workflow 4K (ed oltre), dallo shooting alla riproduzione.  

Abbiamo giocato su un set con le macchine da presa per il cinema digitale CineAlta PMW-F65 e PMW-F55 (foto qui sotto); proprio a proposito di quest’ultima, abbiamo scoperto due interessanti ‘chicche’: la prima è che la F55 offre un’uscita HDMI che supera le specifiche dell’HDMI 1.4a, e risulta in grado di riprodurre il formato 4K a 60p, novità senza dubbio utile per facilitare il lavoro di monitoraggio sul set, visto anche il recente annuncio al NAB dell’arrivo sul mercato di diversi monitor 4K. L’altra novità riguarda la crescente adozione della PMW-F55 anche in ambito broadcast, dove la macchina è già stata utilizzata con successo in eventi sportivi da diverse emittenti statunitensi che distribuiscono le riprese a 720p, e che,viste le dimensioni del sensore, possono così sfruttare un ingrandimento a 9x delle immagini senza perdita di qualità, utile nei replay e nelle fasi più concitate.

PMW-F55

Tornando al cinema, oltre ai dati di installazione dei proiettori 4K dalle sale cinematografiche (negli USA l’80% delle sale sono 4K, la maggior parte delle quali equipaggiate con proiettori Sony CineAlta SRX-R515P e SRX-320P; a quando in Italia?) abbiamo preso parte ad un interessante incontro con Colorworks. L’azienda si sta occupando – oltre che dei ritocchi finali su After Earth, prossimo titolo di punta Sony Pictures con Will Smith, girato in 4K con la Sony F65 – dei Blu-ray Disc ‘Mastered in 4K‘ e delle versioni 4K dei film che saranno rilasciate con il Media Player FMP-X1 (ne abbiamo parlato qui). Questi ‘remaster’, realizzati a partire da nuove scansioni delle pellicole originali, richiedono un processo di restauro è lungo e laborioso, ma, almeno per quanto abbiamo visto dalle clip 4K di Lawrence d’Arabia, il miglioramento è netto. Resta da vedere se la differenza sarà così marcata anche su produzioni più recenti.

Dopo ripresa/produzione, contenuti e cinema, l’ultimo passo del 4K è quello della conquista del ‘consumer’: i nuovi TV Bravia LED (in apertura il KD-84X9005, 84″) con pannello 4K sono per ora riservati ai primi – facoltosi – early adopter, mentre per le videocamere ci sarà da aspettare. Che il dettaglio e la resa del 4K, al cinema come in TV, lascino a bocca aperta non c’è più bisogno di sottolinearlo, e ricordiamo che la risoluzione permette di avvicinarsi ancora di più allo schermo rispetto al Full HD, con la distanza di visione ottimale assimilabile adesso ad una volta e mezza quella della diagonale dello schermo.  
 
I rappresentanti Sony si sono lasciati sfuggire una previsione di due anni circa da attendere perché il 4K diventi ‘mainstream’; la stima ci sembra un po’ ottimistica, e ci sono ancora tanti fattori da definire, a partire dal metodo di distribuzione dei contenuti. Certo è che, se un paio d’anni fa ci avessero detto che sarebbe stato pronto e ‘tangibile’, un workflow per la produzione 4K – perlopiù a costi non spropositati – probabilmente non ci avremmo creduto…

www.sony.it

 

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