Music Inside Rimini, è qui la festa

… la festa della musica live, e, per la prima volta, anche dell’immagine in movimento, con la nuova edizione dell’IBTS – Italian Broadcasting & Television Show – evento quest’anno ospitato all’interno del contenitore Music Inside, a Rimini. C’eravamo anche noi, con il Villaggio Tutto Digitale/Cinema Show ‘music edition’

Giunto al sesto appuntamento, l’IBTS ‘new edition’ (cioè by Adcom) si conferma ancora una volta, per professionisti, appassionati e semplici curiosi dell’audiovisivo, ed in particolare operatori del cinema indipendente, una tappa irrinunciabile per toccare con mano tendenze e novità. Quest’anno, sull’onda dei grandi numeri del 2015, in associazione con il Photoshow di Milano, Adcom ha stretto un accordo per ospitare IBTS all’interno di un’altra mostra di riferimento, il MIR di Rimini, dedicata alle tecnologie per la musica e lo spettacolo dal vivo.

Unico in Europa – non a caso presentato come ‘l’evento che non c’era’ – il MIR si è dimostrato senz’altro un contesto potenzialmente perfetto, dopo il necessario rodaggio di quest’anno, perfetto per incrementare ulteriormente la visibilità di IBTS ed espandere il suo abituale pubblico, grazie alle oltre 10.000 persone che, a detta degli organizzatori, hanno visitato gli spazi della Fiera di Rimini fra il 7 e il 9 maggio scorso.

Come sempre, immancabile la partnership con il Villaggio Tutto Digitale, implementato dal format Cinema Show, che ha animato le giornate con un programma come sempre ricco di ospiti, case history e approfondimenti, nella ormai nota filosofia ‘osservare, ascoltare, imparare’, e con un programma ad hoc per l’evento, in linea con il tema principale della fiera: la musica.

Ad aprire le danze, un amico di Tutto Digitale, il direttore della fotografia Nicola Saraval che, durante l’incontro ‘L´illuminazione perfetta per un videoclip low budget’, ha presentato il suo ultimissimo lavoro, il videoclip Cuore in tasca di Chiara Civello.

Girato con una Sony Alpha 7 con ottiche Canon ed un budget assai limitato, il clip riesce a risultare molto efficace dal punto di vista visivo, grazie all’idea di base della regista Carlotta Cerquetti, di filmare tutto all’interno di un’auto in un autolavaggio. In questo modo, ha spiegato Saraval, è stato possibile semplificare molti aspetti produttivi, e allo stesso tempo ottenere degli interessanti effetti di luce, grazie ai riflessi multicolore dell’acqua che veniva spruzzata sui finestrini mentre l’auto passava sotto le spazzole rotanti, amplificati da diversi pannelli esterni che riflettevano semplicemente la luce naturale. Le riprese sono durate tutto il giorno e così lo spostamento del sole ha permesso di ottenere diverse colorazioni che in post produzione sono state solo rafforzate. Saraval ha detto infatti di non amare troppi interventi di color correction, che spesso proprio nei videoclip finiscono per essere forzati, al limite del kitsch. Meglio quindi fare tutto sul campo e lavorare su un’idea precisa, così da limitare anche le lavorazioni successive. Cuore in tasca è servito a promuovere l’uscita dell’album Eclipse della cantautrice romana ed ha ottenuto tantissime visualizzazioni e condivisioni, a dimostrazione del fatto che nell’ambito dei videoclip contano sempre più spesso l’idea, ed il talento di saperla realizzare con il miglior rapporto qualità/prezzo. Non a caso è la figura del videomaker one-man-band ad essere in questo momento storico la più idonea alla produzione di simili contenuti.

L’argomento del successivo panel è stato ‘Il videoclip musicale come forma d´arte fra cinema e linguaggi alternativi’, che ha visto al microfono Carlo Tombola, tutor della Run Academy. Costola della Run Multimedia, società da tempo attiva nella produzione di videoclip, e fortemente voluta da uno dei più noti registi italiani del genere, Gaetano Morbioli, l’accademia ha l’obiettivo di formare potenziali giovani autori specializzati in contenuti audiovisivi multimediali, con particolare riguardo alla realizzazione di clip. Tombola, con oltre 50 lavori all’attivo, è anche autore del libro di recente uscita, Il paradosso del videoclip, in cui racconta la sua avventura come autore, regista, braccio destro di Morbioli, ed ora formatore di futuri cineasti. È possibile quindi essere autori di videoclip ed avere un linguaggio preciso e riconoscibile; ed è, a suo dire, proprio la strada da seguire, la direzione verso cui ricercare. Quello del clip è un ambito in cui da sempre i budget sono limitati ed è quindi utile perfezionare le capacità narrative e soprattutto conoscere al meglio la tecnica per poter essere padroni di un mezzo ed ottimizzare i risultati.

Dal clip al documentario musicale il passo è rapido. Se ne è parlato nell’incontro ‘Produrre un documentario: ‘Temporary Road. (una) Vita di Franco Battiato’, in cui Mario Tani, anche autore del film insieme a Giuseppe Pollicelli, ha raccontato il dietro le quinte del progetto, fra aspetti produttivi ed organizzativi. Interessante anche la descrizione dei dettagli tecnici del progetto relativi alla post produzione audio, dal mix stereo al 5.1 destinato ai cinema.

Nel panel ‘Piccole realtà crescono: il caso Manufactory Productions’ si è continuato ad approfondire il tema del documentario, stavolta passando dalla musica alla cronaca. Lamberto Mongiorgi, produttore e fondatore di Manufactory Productions, ha da poco ultimato la lavorazione del primo importante progetto della neonata società bolognese: un film biografico su Francesca Alinovi, critica d’arte e personaggio di spicco della cultura italiana a cavallo fra settanta e ottanta, purtroppo vittima di uno scellerato. Mongiorgi ha raccontato molti aneddoti sulla lavorazione del progetto; vale la pena ricordare quello relativo al recupero di un vecchio nastro audio, registrato dalla stessa Alinovi pochi giorni prima di morire, e tutte le relative, successive, lavorazioni sul suono, necessarie per poter recuperare il contenuto e renderlo fruibile e armonico con il resto della colonna sonora del documentario.

A chiudere la giornata con leggerezza ci ha pensato, immediatamente dopo, Giacomo R. Bartocci, che ha divertito non poco il pubblico presente con il suo intervento ‘Motore, Ciak, Azione: 10 regole per iniziare a lavorare nel cinema’. Grazie alla sua lunga esperienza in produzione, Bartocci ha voluto raccontare alcune semplici regole utili a chi dovesse ritrovarsi su un set per la prima volta. Alla fine, l’argomento dell’incontro è stato praticamente ribaltato e Giacomo ha deciso di svelarci quelle che per lui sono le dieci cose da non fare ogni volta che si sta sul set. Un decalogo senz’altro utile per gli aspiranti registi o in generale per chi volesse lavorare in questo settore: la gavetta tocca a tutti ed è meglio iniziare bene.

La seconda giornata del Villaggio è iniziata con ‘La produzione audiovisiva e cinematografica fra Tax Credit, Product Placement e finanziamenti pubblici’, incontro molto gradito al pubblico, viste la riforma del settore in corso e la necessità di conoscere al meglio gli strumenti che la Direzione Generale per il Cinema del MiBACT mette a disposizione per incentivare il settore. Ovviamente l’argomento merita un approfondimento a parte, data la forte specializzazione richiesta, ma fornire ai filmmaker presenti un quadro completo della attuale situazione e dare consigli su come impostare un piano finanziario, un budget o una semplice richiesta di sponsorizzazione per il proprio progetto risulta sempre utile.

Di contest di riferimento si è parlato, almeno nelle prime battute, nel successivo incontro ‘Il contest per videomaker come trampolino di lancio per nuovi talenti della regia: il caso Canon ‘La grande occasione´. Ivan D’Antonio, vincitore della prima edizione del concorso, ha infatti spiegato come sia indispensabile – per un salto di qualità nella professione – quella di rivolgersi ad una produzione seria e fidata e, allo stesso tempo, conoscere il più possibile tutti gli aspetti legati a finanziamenti pubblici e privati a disposizione. D’Antonio ha poi raccontato come il contest Canon sia stato davvero decisivo nella sua carriera da filmmaker; un punto di partenza importante che gli ha permesso di realizzare prodotti di qualità via via migliore, non ultimi una serie di spot per una nota compagnia navale italiana. Al termine dell’incontro, ha preso la parola Tommaso Gabba, presente in sala a nome di Canon, avvisando i presenti che quanto prima sarà annunciata una IV edizione del contest, da non perdere.

Sempre in tema filmmaking anche l’incontro successivo ‘Lo streaming video, dal matrimonio al concerto’, tenuto dai tecnici JVC; nella prima parte è stata presentata una videocamera studiata per i matrimonialisti (in prova sul numero 114 di Tutto Digitale) con varie caratteristiche interessanti comunque per tutti i film maker. Un altro argomento su cui sta puntando la casa giapponese, e che è stato trattato nella seconda parte del panel, è lo streaming video. Quasi tutte le videocamere JVC in catalogo hanno infatti un encoder incorporato per generare direttamente i video nel formato idoneo ad effettuare uno streaming in diretta sulle comuni piattaforme disponibili (YouTube, Livestream, Ustream etc.).
In particolare al MIR sono state presentate le camere della serie PTZ; modelli robotizzati – dotati di protocollo per la trasmissione live tramite IP, sensore CMOS da 1/2.8”, zoom 30x e controllo remoto via applicazione o cavo LAN – che ricordano per forma le videocamere di sorveglianza, ma sono state concepite anche per gli eventi, i concerti, le videoconferenze e quant’altro possa aver bisogno di un assetto di ripresa stabile e consueto (per esempio le sale meeting o le music hall) e della comodità di poter operare a distanza su tutti i movimenti: panoramica, tilt e zoom. Una soluzione valida anche per le piccole emittenti televisive e web tv; per queste ultime, ma non solo, JVC propone una piattaforma dedicata, Videocloud, in collaborazione con Streamstar, che permette di creare il proprio canale web, caricare i video, generare una vera e propria scaletta e trasmettere in diretta i contenuti, avvalendosi anche di hardware e software dedicati, per gestire più camere (live switching), replay, contributi video, titolazione professionale e quanto possa soddisfare le varie esigenze, in base anche ai costi di abbonamento.

Degna conclusione della due giorni del Villaggio, l’incontro tenuto dal Direttore di Tutto Digitale Stefano Belli, ‘Guida alla scelta della videocamera ideale, fra formato del sensore, risoluzione & workflow’. Un panel di grande utilità per aiutare il pubblico a districarsi fra i tanti formati e sensori attualmente disponibili sul mercato e soprattutto scegliere in maniera consapevole lo strumento più idoneo alle proprie esigenze di ripresa, sulla base di motivazioni artistiche, distributive ed anche al workflow di post-produzione di cui si dispone.

 

In conclusione, anche questa edizione del Villaggio Tutto Digitale, in collaborazione con Cinema Show, si è dimostrata in grado di soddisfare le esigenze di un pubblico trasversale, in cerca dell’approfondimento tecnico, ma anche curioso di sentire le esperienze di filmmaker, autori e produttori, per carpirne i segreti o anche solo per tornare a casa con la soddisfazione di aver imparato qualcosa di più di cui fare tesoro. Si preannunciano nuove edizioni all’orizzonte, dunque, per un autunno caldo all’insegna della settima arte, e non solo.

 

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