Klover MiK, il suono a distanza… sociale

Da un’azienda americana specializzata in un segmento di mercato particolare, una serie di microfoni che conciliano qualità della cattura e distanziamenti sociali…

A dire la verità, ci siamo ricordati dell’esistenza di Klover Products, azienda americana specializzata nella produzione di microfoni, per caso, o meglio osservando una simpatica vignetta/banner che qui abbiamo riportato.

Una vignetta che strappa un sorriso perché in qualche modo ci ricorda il ‘momento CoronaVirus’ che stiamo vivendo, e la soluzione per combatterlo, almeno dal punto di vista del videomaker/tecnico audio.

Basta infatti indossare la mascherina, ed utilizzare un microfono ad hoc, per il ‘social distancing’ imposto per legge (e buonsenso).

Naturalmente il disegno è caricaturale, e mostra un microfono di fantasia, extralungo: il ‘social distancing since 2012’, in effetti, si riferisce al modello allora introdotto, Klover MiK 26, sviluppato nel 2012 per catturare l’audio da grandi distanze in ambienti molto rumorosi, e quindi adatto per applicazioni legate agli sport professionali, allo stadio, nei palazzetti e via discorrendo (foto in basso). Parliamo di microfoni ‘parabolici’, usati per applicazioni di sicurezza e militari, ovvero sistemi sostanzialmente costituiti da trasduttori ad hoc e una ‘parabola’ che focalizza il punto di cattura a grande distanza (circa 150 metri, nel caso del MiK 26) dal punto in cui è piazzato il tutto.

Dal MiK 26, nel corso del tempo sono stati creati vari altri modelli ed oggi ci sono soluzioni per tutte le esigenze professionali… compreso il ‘cucciolo’, il Klover MiK 09, studiato ‘for confined spaces’. Un modello che può essere installato anche su un camcorder compatto per catturare il suono ad una decina di metri di distanza, dunque utilissimo in caso di interviste in sicurezza e simili.

Klover Mik

 

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