Ischia Film Festival “ibrido”, grandi numeri dopo il lockdown

Il 18° IFF ha visto 800 spettatori dal vivo (come da norme anti-Covid) e 40mila spettatori virtuali sul web, da 65 Paesi diversi: numeri di successo, che ne hanno fatto un evento apripista per il post-lockdown

Un’edizione storica”. Così si è espresso il direttore artistico dell’Ischia Film Festival Michelangelo Messina a proposito della “versione ibrida” 2020 della rassegna, la diciottesima della sua ormai lunga storia, dal 27 giugno al 4 luglio.

Quello che ne ha fatto un evento del tutto particolare non è solo il valore intrinseco della manifestazione, quanto soprattutto l’esser stato il primo festival cinematografico internazionale con pubblico e ospiti dopo il lockdown. 

Una scelta che viene da un mix di “passione, audacia, senso di responsabilità e coraggio”, a conferma di una tradizione che, nell’arco dei 18 anni, ha visto la presenza di 12 premi Oscar, centinaia di registi e attori, migliaia di presenze di pubblico.

Questa volta gli spettatori dal vivo sono stati 800 (il massimo consentito per le normative anti-Covid) ma circa 40 mila – da 65 Paesi diversi – sono stati i presenti sulla piattaforma online, dove sono state proiettate le 55 opere in concorso, provenienti da 31 nazioni.

Un viaggio attraverso il mondo in grado di toccare temi di stretta attualità, dall’ambiente alla violenza di genere, passando per l’impegno sociale, le rivisitazioni storiche e riflessioni intimiste, con un accento particolare per le dieci opere della sezione “Best of”, gran parte delle quali proiettate per la prima volta dal vivo.

Nella serata di gala sono stati assegnati i premi alle cinque sezioni competitive, legate – come è tradizione dell’IFF – al rapporto tra cinema e location. Miglior lungometraggio è risultato “Eastern” del polacco Piotr Adamski, che ha ottenuto anche il premio Castello Aragonese come miglior regista. Miglior fotografia è quella di Chris Hirschhäuser per “Toprak” di Sevgi Hirschhäuser, mentre il premio Aenaria per la miglior scenografia è andato a Leonardo Scarpa per “Effetto Domino” di Alessandro Rossetto.

Nella sezione “Location negata” la miglior opera è “El Infierno” di Raúl de la Fuente Calle, con menzione speciale a “Bruxelles-Beyrouth” di Thibaut Wohlfahrt e Samir Youssef. Miglior cortometraggio invece è risultato “Inverno” di Giulio Mastromauro, già vincitore del David di Donatello, con menzione speciale a“Il congedo” di Edoardo Winspeare.

La grande onda” di Francesco Tortorella ha ottenuto il premio come miglior film d’animazione, con menzione a “Song Sparrow” di Farzaneh Omidvarnia; infine a “Il corridoio delle farfalle” di Andrea Canova e Claudia Brignone, ambientato a Scampia, è andato l’Ischia Film Award per la sezione “Scenari campani” (menzione speciale per “L’immigrato” di Sophia Capasso)

 

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