Recensione: Teoria e tecnica della traduzione audiovisiva

Diciamo la verità: lasciando fuori dal discorso i tanti volumi dedicati ad attori, generi cinematografici, filmografie nazionali e simili, buona parte dei libri pubblicati ogni anno in tema ‘cinema e dintorni’ sono concentrati su alcune professioni tecniche ben determinate (regista, direttore della fotografia, scenografo, sceneggiatore e via discorrendo) oppure sui vari aspetti della teoria legata alle molteplici espressioni della settima arte. Arte che, come sappiamo, in realtà coinvolge non solo il deus ex machina – l’autore, sceneggiatore regista, produttore, e/o altra figura, secondo i casi – del film, ma infiniti altri elementi. Ad esempio, avete mai pensato all’importanza della traduzione audiovisiva, al delicato lavoro dell’adattatore-dialoghista che deve riuscire a combinare i tanti aspetti concreti della cultura di partenza (cioè del paese, della cultura di origine del film) con quella di arrivo, nel pieno rispetto della natura del linguaggio filmico?

Bene ha fatto dunque l’editore maggiormente specializzato in arti & mestieri del cinema, Dino Audino, a pubblicare questo testo firmato da Mara Logaldo, ricercatrice, docente ed autrice di varie monografie, che mette un po’ d’ordine sulla complessa questione. Un libro agevole, impostato alla chiarezza, che – per meglio spiegare la questione- richiama giustamente anche gli elementi visivi di ogni produzione AV. Completa il positivo quadro generale una ricca biografia.

 

Teoria e tecnica della traduzione audiovisiva Teoria e tecnica della traduzione audiovisiva
Tradurre, adattare, sottotitolare per lo schermo
Dino Audino Editore
di Mara Logaldo
2021, pp. 128 – 16,00 euro

 

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