Test estratto da: Tutto Digitale 113 - Maggio 2017

Fotocamera mirrorless Sony α9 - Prezzo: € 5.300,00

Allo stesso modo evoluzione e rivoluzione di una delle macchine più significative degli ultimi anni, arriva da Sony un'altra mirrorless destinata a fare notizia, ed anche ad orientare il mercato: signori, ecco le prime impressioni sulla α9, la fotocamera più veloce dell'est

Fotocamera Mirrorless Sony α9

La pazienza è la virtù dei forti. O, se preferite, chi la dura la vince. Nata nel dopoguerra come azienda dedita all’elettronica di consumo, Sony è poi approdata alla fotografia inevitabilmente in ritardo di qualche decennio rispetto ai grandi nomi storici. In compenso, proprio in virtù della sua natura ‘elettronica’, più che ottica o meccanica, è arrivata nella fotografia digitale fra i primissimi.
E da li è iniziata un’altra storia, una bella storia.

Una storia breve, anzi lunga

Le ha passate tutte, la casa giapponese, per ritagliarsi uno spazio sempre maggiore sul mercato vincendo la diffidenza dei tradizionali fotografi, abituati agli storici marchi specializzati.
Dalle Mavica degli anni ’80 in poi, è stata una continua ricerca, con molti successi ed altrettanti fallimenti, come è inevitabile che avvenga con le aziende molto innovative. Pensiamo solo ai supporti di registrazione: Sony ha utilizzato per prima nelle fotocamere il Floppy Disc (ricordate?), e poi – andiamo a memoria – lanciato la rivoluzionaria RUVI a nastro (capace di registrare anche video) nel 1998, ‘inventato’ la scheda Memory Stick al cambio del millennio, scelto il mini CD/DVD e via discorrendo… non tutti successi, appunto, ma segnali di vitalità che sono continuati nel tempo. Il tutto, irrobustito da lanci tecnici importanti (come quello recente delle varie mirrorless delle serie α7, diversificate in tre varianti e giunte alla II generazione, macchine del momento per fotografi e soprattutto per videomaker), operazioni commerciali ad ampio respiro (come l’acquisizione di Minolta, nel 2005, che dà il via alla serie α di reflex e mirrorless, o la storica, costante collaborazione con Zeiss per le ottiche). Infine, da non sottovalutare anche il contributo nella direzione della cultura dell’immagine, come la sponsorizzazione del premio fotografico SPWA, giunta quest’anno alla decima edizione.
Ed è proprio per questa edizione che, come in tutti gli ultimi anni, ci troviamo a Londra, dopo le prime puntate della storia a Cannes. Ed è proprio in questa occasione che, in risposta ai rumors internazionali che ipotizzavano l’arrivo di una novità importante (una nuova RX-1? Una nuova RX-100? Una nuova A-7?) è stata presentata (quasi) a sorpresa qualcosa che pochi si aspettavano, ovvero la mirrorless α9.
Che – lo diciamo subito – ha lasciato tutti a bocca aperta, ha colpito fin dai primi scatti per velocità e qualità complessiva delle immagini. Ma andiamo con ordine, partendo dall’inizio.

Caratteristiche al top

Di cosa stiamo parlando? Diamo innanzitutto un’occhiata alle caratteristiche della macchina, che, a quanto risulta, sarà disponibile nei prossimi giorni ad un prezzo al pubblico nell’ordine dei 5000/5500 euro (esattamente 5300 euro solo corpo, IVA inclusa, salvo verificare successivamente lo street price effettivo).
Come di consueto, partiamo con un’occhiata al sensore utilizzato, che è un CMOS, con risoluzione di ‘appena’ 24,2 MP… un valore che può sembrare basso (nonostante, come è noto, possa bastare anche di meno per ingrandimenti di qualità, parlando in generale), ma che è ottimizzato per le migliori prestazioni velocistiche della fotocamera, nata proprio nel segno dell’hi-speed.
La casa giapponese, infatti, dichiara che il nuovo sensore – precisamente un CMOS Exmor RS a strati da 35 mm full-frame, il primo della sua categoria – consente un’elaborazione dei dati 20 volte più rapida rispetto alle precedenti  mirrorless full-frame Sony, dato che è in grado di memorizzare temporaneamente elevati volumi di dati nella memoria interna: i dati dichiarati infatti parlano di una raffica/scatto continuo senza interruzioni fino a 20 fps (per 241 immagini in formato RAW o 362 in JPEG), il tutto con scatti silenziosi e privi di vibrazioni a una velocità max di 1/32.000 (in modalità scatto continuo “Hi”; la frequenza fotogrammi massima varia in base alla modalità di scatto e all’obiettivo utilizzato, naturalmente).
Sempre sotto il titolo ‘velocità’, poi, bisogna mettere i valori relativi all’auto focus, che si basa su un sistema a 693 punti AF a rilevamento di fase sul piano focale con AF/AE che copre circa il 93% del fotogramma, calcolato a 60 volte al secondo: in altre parole, stiamo parlando di velocità ed anche precisione, con la possibilità che anche i soggetti in movimento rapido siano catturati in modo efficace all’interno dell’inquadratura. Sony inoltre dichiara che il sistema AF rapido ibrido, che associa la velocità dell’AF a rilevamento di fase con la precisione dell’AF a contrasto, garantisce una velocità di circa il 25% in più rispetto all’α7R II, per immortalare tutti i soggetti in rapido movimento.
Torniamo un attimo al sensore. La casa giapponese, che vanta una lunga tradizione nella costruzione di questi dispositivi (non a caso da sempre forniti anche ad altri costruttori per le macchine di questi ultimi) afferma che il nuovo sensore di immagine dell’α9 rappresenta il massimo della propria tecnologia attuale. E quindi, che si tratta di  un modello retroilluminato, a vantaggio della cattura ottimale della luce: la gamma ISO  va da 100 a 51.200, espandibile a 50–204.800 (fotografia con otturatore meccanico: ISO 100 – 51.200, espandibile fino a ISO 50 – 204.800; con otturatore elettronico: ISO 100 – 25.600, espandibile fino a ISO 50 – 25.600; in registrazione video: ISO 100 – 51.200, espandibile fino a ISO 100 – 102.400).
Per garantire la velocità da record della nuova macchina, ed in generale per ottenere le migliori prestazioni sotto vari profili, naturalmente come sempre risulta determinante la combinazione tra sensore, processore (in questo caso, un Sony Bionz X) e chip di acquisizione LSI. Il risultato è una potenza di elaborazione notevole, che consente un calcolo di AF/AE più veloce, riducendo la latenza della visualizzazione dell’EVF, e contribuisce al buffer di scatto continuo, con la raffica incredibile di cui abbiamo già parlato.

OLED & LCD

Per l’inquadratura, la nuova α9 dispone di mirino Quad-VGA OLED Tru-Finder (ad alta luminosità e risoluzione, con ben 3.686.400 punti), che vanta un design ottico con elemento asferico su due lati. La diagonale è da 1,3 centimetri (0,5”), l’ingrandimento 0,78x; e ancora, copertura 100%, regolazione diottrie da -4 a +3 m-1  e nitidezza elevata da un bordo all’altro. Questo dispositivo comprende un trattamento Zeiss T*, che riduce il riflesso, e di un rivestimento al fluoro sulla lente esterna che, invece, protegge dallo sporco. Tutto questo si aggiunge a una luminanza pari al doppio rispetto all’XGA OLED Tru-Finder dell’α7R II, che si traduce in un’immagine nel mirino quasi della stessa luminosità della scena reale, approssimando l’esperienza di scatto naturale tipica invece dei mirini ottici. Da segnalare anche che la frequenza fotogrammi del Tru-Finder è personalizzabile, con opzioni da 60 o 120 fps da selezionare in base all’azione.
Durante lo scatto (cioè quando viene rilasciato l’otturatore), il mirino elettronico funziona senza interruzioni, per soggetti fluidi in modalità Live View.
Un’opzione – disponibile in tutte le modalità di foto, compreso lo scatto continuo a 20 fps – che unisce i vantaggi del mirino elettronico all’immediatezza dei mirini ottici.
In quanto al monitor collocato sul retro della macchina, e visibile nell’immgine qui a sinistra, questo è un LCD TFT da 3″ (circa 7,5) e 1.440.000 punti, di tipo touch, con angolo di visione regolabile in alto (107°) e in basso (41°). Sul display è possibile attivare varie opzioni di visualizzazione, come anche aver accesso al magnifier del fuoco (circa 4,7 x in Full Frame) e ad alcune funzioni utili nella ripresa video, come la Zebra.

Video all’altezza, slow motion…

A proposito di video, la nuova α9 offre inevitabilmente la possibilità di riprese in 4K, o meglio Ultra HD (3840 x 2160, 25p, 60 o100 mbits) in XAVCS che sfruttano la larghezza completa del sensore di immagine full-frame. Come in altre macchine Sony, quando si riprende in questo formato, la fotocamera effettua una lettura completa senza pixel binning per registrare informazioni 6K, per produrre video 4K Ultra HD di qualità superiore.
Come tradizione della casa, e ormai sempre più comune in generale, è possibile utilizzare diverse combinazioni formati/frame rate, ed infine, la fotocamera offre anche una funzione sempre più in voga oggi, ovvero lo slow motion (la macchina infatti è in grado di riprendere video Full HD a 100 Mbps fino a 120 fps, che possono essere visionati con ralenty 4x/NTSC o 5x/PAL), ma anche – novità gradita ai videomaker – il quick motion (con ripresa in PAL a 1, 2, 3, 6, 12 fps).
Ovviamente nella maggior parte delle opzioni di un certo impegno, deve essere utilizzata una scheda caratterizzata da prestazioni all’altezza della situazione. In formato XAVC S è richiesta una SDHC/SDXC di classe 10 o superiore; per riprese a 100 Mbps è richiesta una scheda UHS con classe di velocità U3 o superiore.
Fra le varie caratteristiche, da segnalare che la α9 vanta una stabilizzazione dell’immagine a 5 assi, offre un guadagno di ben 5 stop rispetto all’uso senza stabilizzatore. Un’opzione utile ovviamente in caso di uso del teleobiettivo e/o in condizioni critiche di illuminazione. Per una verifica costante di inquadratura e messa a fuoco basta premere a metà il pulsante di scatto ed osservare l’effetto della stabilizzazione nel mirino o sul display.
Abbiamo parlato dell’otturatore elettronico, capace di scattare fino a 1/32.000 (solo con le modalità S e M; la velocità massima dell’otturatore per tutte le altre modalità è di 1/16.000), ma questo dispositivo – garantito per oltre 500.000 scatti – è anche anti-distorsione, silenzioso, privo di vibrazioni e di rumori prodotti dallo specchio (assente in una mirrorless) e dai meccanismi. In altre parole, siamo in presenza di una fotocamera perfettamente adeguata per le situazioni di scatto in cui è richiesta discrezione…

Presa in mano

A prima vista la α9 appare perfettamente in linea con impostazione, estetica e costruzione dell’ultima produzione di reflex e mirrorless Sony, al punto di poter essere scambiata a prima vista con un’α7. L’impressione è quella di trovarsi fra le mani un prodotto professionale, adeguatamente solido ma abbastanza leggero (sia la struttura interna che i piani superiore, frontale e posteriore, sono in lega di magnesio). Il peso complessivo, infatti, è di appena 675 grammi (corpo con accumulatore e scheda), paragonabile a quello delle α7 (all’incirca 100 grammi in più).
La cura dell’affidabilità si nota in vari dettagli, come ad esempio nell’attacco (bocchettone) per le ottiche che adotta 6 viti di serraggio anziché 4 come nelle α7RII; una piccola precauzione molto utile in macchine come questa, destinate principalmente ad uso sportivo o naturalistico, e dunque ad essere utilizzate con teleobiettivi anche molto potenti (cioè pesanti, e che possono sbilanciare l’equilibrio forzando verso l’avanti).
Affidabilità a tutta prova, dunque, anche per il design ‘dust and moisture resistant’, cioè con protezioni antipolvere e antiumidità, inserite nelle varie sezioni interne e nei comandi, ma – sarà una nostra impressione – la rifinitura esterna non ci è sembrata a livello del resto.
Se l’impostazione generale non è troppo diversa dalle altre Sony di recente produzione, bisogna segnalare alcune novità assolute o almeno poco diffuse fra comandi e menu. Quest’ultimo, per iniziare, offre la funzione “My Menu” con una nuova interfaccia e un ulteriore livello di customizzazione, con la possibilità di memorizzare fino a 30 voci in un menu personalizzato (72 funzioni sono disponibili per le preferenze individuali).
Dal punto di vista dei controlli, da segnalare innanzitutto il nuovo pulsante “AF ON” (per l’attivazione dell’autofocus direttamente in foto e riprese), e le manopole separate per la modalità Drive e quella di messa a fuoco.

Al fuoco! Al fuoco!

A proposito di fuoco, diamo uno sguardo al retro. Il joystick multiselezione permette di cambiare facilmente il punto all’interno dell’inquadratura; basta muovere i comandi verso i punti cardinali nelle modalità di area di messa a fuoco Zona, Spot flessibile o Spot flessibile allargato. Da non dimenticare poi la possibilità di effettuare la messa a fuoco touch sullo schermo LCD per semplificare la selezione e il cambio della messa a fuoco verso il punto  desiderato.
Altre novità, sempre a proposito di messa a fuoco, la “Registrazione dell’area AF”, che consente di memorizzare e richiamare le aree di messa a fuoco usate di frequente con pulsanti personalizzati, e la fotocamera può memorizzare e richiamare automaticamente l’ultimo punto di messa a fuoco con orientamento verticale o orizzontale, per tornarvi all’istante quando si utilizza lo stesso orientamento.
Grazie anche alle specifiche richieste degli utenti, la α9 dispone – come d’obbligo in una macchina di tale categoria – di due slot per supporti di memoria (schede SD), tra cui uno per supporti UHS-II. In tal modo è possibile registrare gli stessi dati simultaneamente su entrambe le schede o scegliere se separare RAW e JPEG o foto e video. Il fatto che lo slot veloce UHS-II sia solo uno dei due disponibili si spiega probabilmente con il fatto che l’altro slot ‘normale’ consente di utilizzare anche la scheda Memory Stick ‘inventata’ da Sony.
Approfittiamo dell’occasione per rammentare che la macchina supporta anche i contenuti RAW 14 bit non compressi, per sfruttare l’intera gamma dinamica del sensore.
È inoltre possibile registrare i video simultaneamente su due schede per il backup o una gestione più efficiente dei dati.
Per il massimo dell’usabilità e della affidabilità, la fotocamera vanta una nuova batteria di Sony (NP-FZ100), con capacità pari a circa 2,2 volte la capacità delle batterie W.
A vantaggio soprattutto delle utilizzazioni professionali come la fotografia in studio o gli eventi sportivi, l’α9 offre una porta Ethernet (terminale LAN cablato), per trasferire le foto su un server FTP specifico ad alta velocità.
È anche presente un terminale sync, che permette di connettere direttamente unità flash esterne e cavi per la sincronizzazione dei flash.

Impressionante!

Come accennato, abbiamo avuto a disposizione la macchina per una prova pratica per un tempo limitato, in due occasioni distinte.
Una prova di durata relativamente limitata, quindi, (per provare davvero bene un prodotto del resto ci vorrebbero mesi e mesi di uso quotidiano…), ma comunque interessante per le differenti condizioni di ripresa ed illuminazione impiegate e dunque certamente significativa.
Diciamo senza mezze parole che la α9 ci ha davvero impressionato. Le immagini ottenute (insieme agli zoom tele utilizzati), infatti, sono di qualità irreprensibile sotto ogni punto di vista: la definizione è eccellente, la resa cromatica assai corretta, il rumore assente. Con soggetti ‘sportivi’ non è difficile realizzare immagini di grande impatto emotivo.
Le varie funzioni disponibili qui utilizzate, in effetti, nella pratica facilitano e velocizzano la messa a fuoco in tutte le situazioni; le possibilità di raffica sono davvero incredibili, al punto che si rischia di bruciare una scheda (di tipo necessariamente ultraveloce) quasi senza rendersene conto… il tutto, inoltre, se non nel silenzio assoluto, accompagnato solo da una microvibrazione e un mini sibilo, se possiamo descriverlo così (ovviamente, in modalità ottenibile con l’otturatore su “Elettronico” e i segnali audio su “Off”).
Il test video – per il momento, davvero definibile solo come ‘prime impressioni’ – non ha potuto che confermare le sensazione positiva ricevuta dalla prova fotografica; eccellente la qualità dello slow motion, ed in generale della registrazione/ riproduzione ai diversi fps disponibili. In ogni caso, presto torneremo in dettaglio sull’aspetto ‘immagini in movimento’.

Un nuovo riferimento?

Insomma, una macchina certamente significativa per Sony e di certo per tutto il mercato di questo ‘anno di grazia’ 2017.
Più che un punto di arrivo, crediamo, un punto di partenza per una generazione di mirrorless, potenti, veloci, silenziosi, ultraversatili…
Brava Sony, quindi… anche se speravamo che il prezzo finale – pur ampiamente giustificato da costruzione, versatilità, prestazioni    – fosse un po’ meno da professionisti e più da appassionati…

Stefano Belli e Salvatore Coppola

 

Pagella

ESTETICA      9/10
L’impostazione estetica è quella – semplice, moderna, riuscita – della α7. Squadra che vince non si cambia!
COSTRUZIONE            9/10
La costruzione è curata, e il prodotto adotta infiniti accorgimenti interni ed esterni studiati per favorire l’affidabilità. Qualche dubbio solo sulla finitura,  a nostro avviso forse non all’altezza di un prodotto di questo livello e costo. In generale, si nota una grande profusione di tecnologia di vertice, a vantaggio di prestazioni ed uso.
VERSATILITA’   9/10
Una mirroless che offre infinite opzioni foto e video, con minime limitazioni (slow motion video) e moltissime opzioni, ed una vocazione per la cattura di immagini sportive e naturalistiche.
PRESTAZIONI    9/10
Immagini davvero pulite, ricche di dettaglio, autofocus preciso e veloce, possibilità di raffica impressionanti e nel silenzio quasi totale… cosa si può desiderare di più?
RAPPORTO Q/P       7/10
Una macchina ‘definitiva’, inevitabilmente di prezzo non popolare…

PRO
✔ Velocità di scatto impressionante
✔ Versatilità a tutta prova
✔ Stabilizzatore efficace
✔ Operatività veloce e silenziosa pure a raffica
CONTRO
✔ Autonomia batterie in video
✔ Secondo slot per scheda non UHS-II
✔ Prezzo al pubblico sostenuto

Costruttore:  Sony, Giappone
Distributore: Sony Europe Limited – Sede Secondaria Italiana, via Rizzoli 4
20132 Milano – tel. 02 618381 – www.sony.it

Caratteristiche dichiarate dal costruttore

Sensore: CMOS Exmor RS full-frame 35 mm, 24,2 MP (totali 28,3 MP)
Attacco obiettivo: innesto E
Foto: JPEG, RAW 14 bit non compresso (formato Sony ARW 2.3)
Dimensioni max: APS-C L: 3936 x 2624 (10 M); Full-frame 35 mm L: 6000 x 4000 (24 M)
Processore: Bionz X
Formato video: XAVC S / AVCHD Ver. 2.0 / mp4
Risoluzioni PAL: XAVC S 4K Ultra HD 3840×2160 24/25/30p a 100 e 60 Mbps; XAVC S Full HD 1920×1080 60/50/30/25/24p 50 Mbps; Full HD 1920×1080 120/100p 100 e 60 Mbps. AVCHD Full HD 60/50p 28 Mbps, 60i/50i/25p/24p 24Mbps, 60i/50i/25p/24p 17 Mbps; .mp4: 1920×1080 60/50p 28 Mbps, 30/25 16 Mbps, 1280×720 30/25p 6 Mbps.
FPS: NTSC: 1 fps, 2 fps, 4 fps, 8 fps, 15 fps, 30 fps, 60 fps, 120 fps, modalità PAL: 1fps, 2 fps, 3 fps, 6 fps, 12 fps, 25 fps, 50 fps, 100 fps
Audio: XAVC S: LPCM a 2 canali; AVCHD: Dolby Digital (AC-3) a 2 canali, Dolby Digital Stereo Creator, mp4: MPEG-4 AAC-LC a 2 canali
AF: ibrido (AF a rilevamento di fase/AF a rilevamento di contrasto), 693 punti in FF
Esposizione: misurazione valutativa a 1200 zone
Stabilizzatore di immagine: Steadyshot a 5 assi; compensazione 5 stop
Otturatore: elettronico, a traslazione verticale, su piano focale: da 1/32000 a 30 sec.
Sensibilità ISO: 100-51.200, espandibile fino a ISO 50-204.800 (100-102.400 in video)
LCD: TFT da 7,5 cm (3”), 1.228.800 punti
Mirino: Quad-VGA OLED da 1,3 cm (0,5”), 3.686.400 punti, ingrandimento 0,78x, copertura 100%, regolazione diottrie da -4 a +3 m-1
Supporti di registrazione: Memory Stick PRO Duo, Memory Stick PRO-HG Duo, Memory Stick Micro (M2), SD, SDHC (UHS-I/II), SDXC (UHS-I/II), microSD,  microSDHC, microSDXC. – Slot 1 per scheda di memoria SD (conforme con UHS-I/II), Slot 2: multislot per Memory Stick Duo/SD (conforme con UHS-I)
Connessioni: slitta esterna per flash di sistema alpha, Connettore HDMI micro (tipo D), terminale USB, mic in, out cuffie. Connettività WiFi ed NFC.
Dimensioni: 126,9 x 95,7 x 63,0 mm
Peso: 673 g solo corpo

 

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