Mer 30 Novembre 2022

Mischief – Software per il disegno digitale

Test estratto da: Tutto Digitale 97 – Giugno 2015
Software per il disegno digitale
Mischief
– Prezzo: $ 25
Firmato the Foundry, ecco un programma per il disegno digitale che si annuncia dal rapporto qualità/prezzo molto invitante
Mischief

Qualche mese fa il programma per il disegno digitale Mischief è stato acquisito da parte di The Foundry. L’attenzione di The Foundry verso un software, diciamo così, ‘minore’, ha suscitato la nostra curiosità, spingendoci ad approfondire le ragioni di tale scelta.
Iniziamo col dire che The Foundry è un’azienda ben nota nell’ambito dello sviluppo di software per Compositing, 3D e VFX utilizzati nell’industria cinematografica. Oltre a Nuke, Modo e Mari, The Foundry è titolare di noti plug-in utilizzabili in ambito indipendente, con prezzi accessibili, come Keylight per Final Cut Pro, Kronos e Camera Tracker per After Effects. Nel ricco catalogo dell’azienda si aggiunge ora Mischief, software dalle interessanti potenzialità e dal prezzo molto invitante.
Partiamo da quest’ultimo dettaglio, il prezzo: il download di Mischief è in vendita sull’Apple Store (versione Mac) e su www.madewithmischief.com (Mac e Windows), a 25 dollari, tasse escluse. Oltre alla versione completa, è disponibile una versione gratuita con una serie di limitazioni e meno strumenti a disposizione, che può avere senso per un primo approccio con il software o per testarne la compatibilità con il proprio computer. Il software richiede infatti la specifica OpenGL 2.0 o successive e si basa sull’uso della GPU, quindi necessita di un hardware prestante o comunque di ultima generazione. Testato su un Mac Book Pro con processore 2,53 GHz Intel Core 2 Duo e scheda grafica NVIDIA GeForce 9400M 256 MB – quindi una macchina non esattamente recente e con caratteristiche inferiori a quelle richieste – riesce sì a funzionare, ma con l’aumentare della complessità del progetto diminuisce notevolmente la velocità di risposta dell’interfaccia, soprattutto nei movimenti e negli zoom. Anche se con un po’ di fatica, ciò non ha impedito di confrontarci con il software.

Prospettiva senza confini

Perché tanto interesse di fronte ad un ‘semplice’ programma per il disegno grafico? Abbiamo già parlato del costo irrisorio, ma ciò che esalta in Mischief è ben altro. Procediamo per gradi.
Come anticipato nel titolo, ci troviamo dinanzi alla possibilità di muoverci all’interno di un canvas (in questo contesto inteso come ‘tela’) infinito, con una risoluzione infinita, peculiarità principali, queste, del software.
Difficile spiegare a parole la piacevole sensazione di avere davanti una tela illimitata, spostarsi al suo interno con assoluta libertà, senza preoccuparsi di definire le dimensioni del documento e senza subirne i limiti, i confini: basta semplicemente lanciare il programma e iniziare a disegnare.
All’interno di questa tela illimitata è possibile ‘zoomare’ quasi all’infinito, entrare letteralmente all’interno dell’immagine; si può creare un disegno e al suo interno crearne un altro, senza perdita di qualità, senza temere fastidiosi ‘pixelaggi’, come mostra l’immagine in basso nell’altra pagina. Parliamo di zoom ‘quasi’ infinito perché in realtà esiste un limite, se così si può definire, d’ingrandimento, corrispondente a ben 50 trilioni di volte. In questo spazio infinito ci si può perdere facilmente, tanto da non ritrovare il proprio lavoro. Suggeriamo quindi di prendere subito confidenza con il comando Cmd+R (Ctrl+R per Windows), di grande utilità per riportare la finestra lavoro allo stato iniziale, e di ritrovare l’orientamento.

Non si tratta di magia

Mischief è un programma per il disegno vettoriale, ragion per cui i tratti, i ‘vettori’ disegnati, sono ‘scalabili’ idealmente all’infinito, senza pericolo di subire artefatti, grazie all’uso di algoritmi matematici che trasformano la magia in realtà. Il programma si basa su un tipo di algoritmo ampiamente sperimentato e consolidato, utilizzato nei dispositivi Amazon Kindle e nel software di casa Adobe, Flash. L’eterna disputa è quella condotta tra i programmi di grafica raster, basati sui pixel, (come può essere Adobe Photoshop, per citare il più famoso), e i programmi di grafica vettoriale (per rimanere in casa Adobe, citiamo Illustrator), con reciproci vantaggi e svantaggi.
Come dicevamo, il plus principale della grafica vettoriale consiste nel poter ingrandire i tratti grafici senza incorrere in artefatti, ma la fluidità del lavoro rallenta laddove vogliamo creare tratti arrotondati, le curve. In ambito vettoriale, per rispondere a questa esigenza è necessario il ricorso alle celebri curve di Bèzier che consentono, con due punti e una linea vettoriale, di realizzare una curva.
Un software di grafica raster eccelle, al contrario, nella fluidità con cui l’interfaccia risponde ai movimenti della mano, quasi ci trovassimo tra le mani pennello, tavolozza e tela tradizionali, creando curve che rispondono perfettamente alla precisione del disegnatore e della tavoletta grafica utilizzata. Il limite, in questo caso, è rappresentato dallo stesso pregio, i pixel: effettuando delle pesanti operazioni di avvicinamento, ci si scontra con gli artefatti, con un effetto di ‘sgranamento’ che, ai limiti estremi, rende l’immagine inintelligibile.

La via di mezzo

La differenza tra raster e vettoriale non risiede solo sulla facilità o meno di realizzare curve o di ingrandire a piacimento i segni grafici, o almeno non si tratta soltanto di questo: i segni grafici, i colori ottenuti in un software vettoriale sono più ‘freddi’, portano con sé la fredda sensazione di ‘digitale’, la perfezione della grafica computerizzata, non trasmettono il calore, il senso di realtà, anche se fantasiosa, che possono scaturire dal suo modello antagonista, la grafica raster. Certo, nessuna delle due è migliore o peggiore, è tutto in relazione al progetto su cui si lavora e al risultato che si vuole ottenere. Ad un livello intermedio e da pacificatore si colloca Mischief, programma di grafica vettoriale basato però sull’uso di pennelli che consentono la massima fluidità di movimento nella creazione di disegni e segni a mano libera. Inoltre, la possibilità di intervenire facilmente su opacità/trasparenza dei pennelli, garantisce un maggiore senso di accuratezza e realisticità dei dettagli (sfumature, ombre ecc.), qualora richieste dal progetto. In Mischief, vengono quindi coniugati i pregi del raster con quelli del vettoriale.
L’interfaccia grafica utente di Mischief si presenta in maniera piuttosto scarna e, anche per questo, notevolmente intuitiva. Come mostra la figura in alto a pag. 50, gli strumenti a disposizione sono ridotti all’essenziale, posizionati di default ai quattro angoli della finestra principale. Si tratta dei pannelli Brushes, Color Wheel, Tools, e Layers. Procediamo in senso orario, partendo dal pannello Brushes (Fig.1, in basso a sinistra): mostrato nella forma ‘espansa’ che ne consente una maggiore fruibilità, è il pannello che permette di selezionare i pennelli a disposizione, decidendone dimensioni e opacità. Il pannello ospita anche la scelta dell’Eraser (gomma) che gode dello stesso numero di opzioni presenti per i brushes.
Il pannello Color Wheels, anch’esso presentato nella sua forma ‘esplosa’, si dimostra di immediato e pratico utilizzo nella scelta della tonalità di colore e del livello di saturazione, fornendo la possibilità di visualizzare i valori del colore in RGB o in esadecimale.
È possibile salvare nell’apposito spazio indicato come ‘swatch’ i colori preferiti, trascinandoli dalla finestrella del colore attivo. Si possono aggiungere fino ad un massimo di 8 ‘palettes’, ognuna delle quali può ospitare 18 colori: 144 colori preferiti che possono rivelarsi molto utili all’interno dello stesso progetto e modificabili per altri progetti.
Procedendo in senso orario, troviamo il pannello Tools che comprende la scelta degli strumenti con cui intervenire sul canvas: zoom, spostamento, rotazione, pennello, gomma, contagocce, forme geometriche, strumento selezione e i comandi più pigiati nella storia dell’informatica, ‘undo’ e il suo alter ego, ‘redo’. Anche in questo caso Mischief introduce un elemento di distinzione rispetto ad altri programmi, giacché il numero di azioni undo è illimitato.
Abbiamo appositamente tralasciato il comando Window Opacity, posizionato tra lo strumento selezione e il comando undo, per dare rilievo alla sua particolarità. Parliamo della possibilità di agire sulla trasparenza dell’intera finestra di lavoro, rendendo possibile guardare attraverso di essa. L’utilità di una siffatta funzione? Poco più di una sfiziosità per palati raffinati. Potrebbe rivelarsi utile all’interno della versione gratuita di Mischief per poter esaminare un’immagine di riferimento posizionata sul desktop o utilizzata su un’altra applicazione aperta in background, su cui basare il proprio progetto grafico. Tale utilità perderebbe però valore nella versione a pagamento dove sono previsti i Layers che incontriamo, terminando l’escursione oraria, in basso a destra della finestra in alto. Si tratta chiaramente di uno strumento di enorme utilità per realizzare progetti complessi. Per ogni singolo layer si ha la possibilità di intervenire sull’opacità, la rotazione, la visibilità, lo spostamento e lo zoom; si ha la possibilità di eliminare il livello attraverso il noto simbolo del cestino o di cancellarne il contenuto con un solo click tramite il simbolo della gomma: si tratta di funzioni già presenti nel pannello Tools, ma non più destinate al canvas nella sua interezza, bensì al singolo livello.
All’interno del pannello layers troviamo inoltre la voce Paper. Si tratta del colore di background del canvas, lo sfondo che verrà poi esportato assieme al progetto, personalizzabile sia nel colore che nella trasparenza.
I menu a tendina, posizionati nella parte alta della finestra lavoro, prevedono a loro volta una serie di comandi che interessano il canvas oppure i singoli layers. All’interno di Edit notiamo Flip Canvas Horizontally e Flip Canvas Vertically: si tratta della possibilità di effettuare una rotazione di 180 gradi del canvas, consentendo di studiare meglio le proporzioni del disegno. La stessa funzione la troviamo per i livelli, con il comando posizionato all’interno del menu a tendina Layers.
Come per la maggior parte dei software, esiste la possibilità di ricorrere alle ‘scorciatoie di tastiera’. La lista è riportata nella finestra ‘Shortcut Keys’, raggiungibile dal menu a tendina ‘Help’.
Infine, tra le preferenze, richiamabili con la scorciatoia di tastiera ‘Cmd + ,’ (‘Ctrl+,’ per Windows), ci sono impostazioni interessanti, tra cui evidenziamo la possibilità di incrementare o diminuire la dimensione dei brushes in maniera proporzionale all’uso dello zoom nel canvas.

Un mondo a sé…

Se Mischief rappresenta una rottura, o almeno una novità rispetto ad altri programmi di disegno vettoriale e raster, ciò non significa vederlo relegato in una situazione di isolamento rispetto al resto del panorama informatico. Se è vero che i file-progetto, identificati con l’estensione .art, non sono importabili in altri software, sono però contemplate altre possibilità di dialogo. Mischief può importare file di tipo JPEG e PNG che, una volta nella finestra di lavoro, subiscono una sorta di ‘vettorializzazione’: viene mantenuta la qualità nativa dell’immagine e quest’ultima può essere ingrandita, nelle modalità previste dal software, senza aggiungere deterioramenti. Inoltre, cosa ancor più importante, il progetto può essere esportato in JPG, PNG e PSD, formati riconosciuti dalla maggior parte degli applicativi di grafica o di editing. Nello specifico, l’export in formato PSD mantiene inalterati i livelli del progetto, garantendo il massimo della flessibilità nel caso di importazione in programmi come Photoshop o After Effects.
Da quanto appena detto si deduce che, pur avendo a che fare con un canvas infinito, alla fine il progetto grafico dovrà/potrà essere utilizzato al di fuori di Mischief, a prescindere dal tipo di export e dall’uso che se ne farà, digitale o tipografico. Nella fase di export ci si scontra necessariamente con delle limitazioni, altrimenti si parlerebbe di fantascienza, non più di magia matematica. Ancora una volta Mischief sorprende positivamente: l’export consente fino a 20.000 x 11.976 pixel, non un numero infinito ma sicuramente notevole, il corrispettivo di una stampa di 7 metri di altezza.
Lo spazio di archiviazione raggiunge oggi capacità notevoli, così come la velocità di trasferimento, per cui la trasportabilità e lo scambio di file non rappresentano più un grande ostacolo. La possibilità di avere a che fare con pochi Mbyte è però un’eventualità sempre desiderabile. Sottolineando che il programma è estremamente leggero, con un peso di 11,3 Mb nella versione Mac, i file proprietari creati da Mischief sono ugualmente poco ingombranti. Il disegno dell’immagine in apertura, a pag. 48, non estremamente complesso, ma con più livelli al suo interno, arriva ad un peso di 20 Mb, molto pochi, soprattutto se paragonati al peso di progetti realizzati con altri programmi di grafica.

Peccati veniali

Semplicità dell’interfaccia e numero esiguo degli strumenti a disposizione, consentono l’uso immediato del software. Anche per questo motivo l’assenza dei tooltips (i suggerimenti testuali che, passando con il puntatore sulla relativa icona, descrivono la funzionalità di un comando) non penalizza eccessivamente l’utente. Certo, la loro presenza, almeno in una fase iniziale, farebbe comodo, ma l’esiguità dei comandi e la familiarità delle icone, ricorrenti in molti altri programmi concorrenti, consentono di apprenderne facilmente la funzione. Un’altra mancanza riguarda i livelli: si ha la possibilità di combinarli, ossia di fare un ‘merge’, ma non è prevista la possibilità di decidere il tipo di fusione tra essi, il cosiddetto blending mode. Sempre in riferimento ai livelli, un’opzione che farebbe sicuramente comodo riguarda la possibilità di poterli ‘bloccare’, evitando interventi accidentali: ricordiamo ad esempio che, con un semplice click sul comando gomma, se ne cancella completamente il contenuto.

Come, dove, quando

L’uso di Mischief non può prescindere dall’uso di una tavoletta grafica, con una penna sensibile alla pressione della mano. A tal proposito, è dichiarata la compatibilità con la marca Wacom.

Il programma è destinato prevalentemente ad illustratori, disegnatori e grafici (oggi definiti video-compositori), considerando anche la possibilità di essere abbinato ad altri software di grafica e animazione. Rimanendo all’interno dell’interfaccia di Mischief, ossia evitando l’export del progetto, un uso secondario potrebbe rispondere all’esigenza di creare presentazioni.
Non si avrebbe più a che fare con le slides, visto che tutto si troverebbe all’interno della stessa finestra di lavoro: un computer dalle giuste caratteristiche consentirebbe movimenti e ingrandimenti fluidi per mostrare il contenuto del canvas, senza necessità di sfogliare pagina.
Tenendo conto dell’intuitività e considerando il prezzo davvero concorrenziale, pensiamo valga la pena dare più di una possibilità a Mischief anche da parte di chi abbia voglia di mettere alla prova le proprie capacità o per acquisirne di nuove.

Stefano Ricco

Pagella

ESTETICA    9/10
La finestra di lavoro è ridotta all’essenziale e il suo aspetto minimalista le attribuisce un certo fascino
COSTRUZIONE  9/10
La progettazione di Mischief ha come obiettivo principale l’uso immediato da parte dell’utente, per cui presenta una struttura semplice e user-friendly
VERSATILITA’   8/10
Gli strumenti a disposizione sono ridotti all’essenziale e tutti orientati al disegno: in questo senso, non si tratta di un software poliedrico
PRESTAZIONI  10/10
Con l’adeguato e raccomandato supporto hardware, la risposta di Mischief è immediata e l’uso è piacevole, mentre fatica dove i requisiti di sistema sono sottodimensionati. Le sue caratteristiche di canvas e risoluzione infinite lo rendono un software estremamente performante
RAPPORTO Q/P   10/10
Difficile ipotizzare un migliore rapporto qualità/prezzo

PRO
✔ Maneggevolezza
✔ Semplicità operativa
✔ Prezzo
✔ Prestazioni
CONTRO
✔ I file proprietari non sono riconosciuti da altri software, manca il ‘lucchetto’ all’interno dei livelli

Costruttore:  Made With Mischief Inc./The Foundry, Londra
Distributore:  www.madewithmischief.com, itunes.apple.com/us/app/mischief

Caratteristiche dichiarate dal costruttore

Processore: Nessuna indicazione. Indispensabile la presenza di una GPU
Sistema Operativo: Mac OSX 10.8 o superiore, Windows 7 o Windows 8 a 32 o 64 bit
Scheda Grafica: Supportate tutte le schede grafiche compatibili con Mac OSX 10.8 o superiore, in Windows supportate tutte le schede grafiche compatibili con i moderni video games. Indispensabile la specifica Open GL 2.0 o superiore
Hard Disk: Sufficienti meno di 15 Mb di spazio disponibile per l’installazione
Varie: Mischief è progettato per essere utilizzato con la tavoletta grafica. L’azienda dichiara la piena compatibilità con la marca Wacom

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