Test estratto da: Tutto Digitale 129 - Aprile 2019

Smartphone Huawei P30 Pro 256 GB - Prezzo: € 1.099,00

Arriva il nuovo Huawei della serie P: l’azienda cinese ha sfornato un dispositivo che come mai prima d’ora punta sull’aspetto ‘Photography’

Smartphone Huawei P30 Pro 256 GB

Arriva puntuale il refresh della serie ‘P’ di Huawei, una gamma di smartphone che è giunta – grazie a tanta innovazione e sostanza – a candidarsi per la piazza d’onore in un settore ipercompetitivo come quello dei dispositivi senza compromessi. Il P30 Pro che proviamo in queste pagine è una ‘variazione sul tema’ del top di gamma Mate 20 Pro (test su Tutto Digitale 125) al quale apporta diversi ritocchi ma anche qualche vero e proprio stravolgimento. Le caratteristiche sono quelle top alle quali ci ha abituato Huawei: ampio schermo (6.5″) OLED con bordi curvi e notch ‘a goccia’ per fotocamera frontale da 32 MP, CPU Kirin 980 con 6 o 8 GB di RAM, memoria interna da 128 a 256 GB espandibile, NFC, batteria da 4.200 mAh, certificazione waterproof IP 68, scocca in vetro e alluminio… Caratteristiche di tutto rispetto, insomma, ma è alla lettura dei dettagli della sezione fotocamera posteriore – accanto alla quale sulla scocca è come di consueto in evidenza il marchio Leica – che ci si rende conto della vera vocazione del P30 Pro. Le immagini del P30 Pro sono catturate infatti da sensori da 20, 8 e 40 MP, ognuno di questi con una particolarità: per i primi due è l’obiettivo, che è rispettivamente ultrawide e zoom 5x, mentre per l’ultimo è il sensore vero e proprio, realizzato con fotodiodi RYYB, nato per forinire una qualità senza precedenti in condizioni di luce scarsa. Ed a questi si affianca una fotocamera ‘ToF’ (Time of Flight) con laser per la messa a fuoco e la profondità di campo.

Dall’alba al tramonto

Facciamo un passo indietro e andiamo ad analizzare il P30 Pro dall’esterno: il design della scocca è abbastanza anonimo ma comunque riuscito, simile alla stragrande maggioranza degli smartphone top di gamma dei tempi recenti. La soluzione per la fotocamera frontale scelta da Huawei non è il ‘foro’ adottato da Honor 20 e Samsung Galaxy 10, ma è un ‘notch’ a goccia, una soluzione ormai abbastanza conservativa, comunque elegante.
La parte posteriore dello smartphone è ricoperta da una lastra di vetro, con la sezione fotocamera leggermente sporgente. I bordi sono in alluminio con finitura opaca, e su questi trovano spazio i tasti volume e on/off (che può essere anche usato come scorciatoia rapida per richiamare Google Assistant). Nella parte bassa del bordo trovano spazio poi il sistema a scorrimento per le due SIM (che può anche alloggiare una SIM ed una scheda di memoria NM) e lo speaker mono (un po’ un peccato la mancanza di una soluzione stereo, visto che stiamo parlando di un dispositivo top di gamma). Il sensore per lo sblocco del display è a ultrasuoni ed integrato nello stesso; per attivarlo basta poggiare il dito nella parte bassa, ed è indistinguibile a livello di rapidità e precisione rispetto ad un più ‘tradizionale’ sensore posto sul retro o simile.
Sul piano estetico il P30 Pro non è quindi rivoluzionario ma è certamente ben costruito, solido e con soluzioni eleganti e di qualità, come si confà ad un vero top di gamma. Per chi vuole distinguersi dai soliti smartphone monocolore è da segnalare che, come tradizione Huawei,  sono disponibili diverse colorazioni ‘cangianti’ di grande impatto che si aggiungono al classico nero: sul P30 Pro c’è il bianco/celeste Breathing Crystal, il blu/viola Aurora e l’arancio/rosso Aurora Sunrise; viste di persona sono tutte molto belle e fatichiamo a trovarne una preferita.
Nella scatola inseme allo smartphone sono fornite oltre a caricabatterie e cavo un paio di cuffie auricolari USB-C (purtroppo il P30 Pro è privo di jack da 3.5″) ed una custodia di protezione in gomma trasparente.

Nuova Emui

Non serve un occhio esperto per rendersi conto alla prima accensione della buona qualità dello schermo OLED, che ha neri profondi e buona luminosità; come accade in tutti gli smartphone con bordi curvi c’è invece un minimo di distorsione agli estremi dello schermo, ma si tratta di un compromesso inevitabile. Un altro compromesso riguarda la risoluzione del display, che è di 1080×2340, leggermente inferiore rispetto ad altri top di gamma. Secondo Huawei con più pixel si rischia solo di peggiorare prestazioni ed autonomia, ed in effetti nell’uso di tutti non sono da segnalare problemi di testo sgranato o ‘scalette’ di sorta, sia nella navigazione web che nella riproduzione video. Buona la riproduzione cromatica e le sfumature, anche se – ce ne siamo accorti solo affiancando lo smartphone accanto ad un iPhone XS – manca un pizzico di fattore ‘wow’ specialmente nella riproduzione di materiale HDR.
Il P30 Pro arriva dalla fabbrica con Android 9.0 preinstallato, accoppiato a EMUI, che giunge qui alla versione 9.1: le novità sono diverse e si va dalle funzioni riviste per la condivisione di immagini e clip video alla possibilità di sincronizzazione dello smartphone con attrezzi per il fitness e veicoli, passando per nuove applicazioni a realtà aumentata – come quella per la misurazione di oggetti – la rinnovata integrazione con il Google Assistant, miglioramenti a livello di prestazioni e tanto altro ancora. La novità che salta subito all’occhio è però un ‘redesign’ delle icone, che finamente sembrano essere coerenti fra di loro, almeno nella forma. Quest’ultima sembra una piccolezza, ma mai come adesso EMUI restituisce l’impressione di avere davanti un prodotto curato sotto tutti i punti di vista.
Gestione delle impostazioni e alcune delle App preinstallate non sono ancora perfette, ma l’interfaccia è matura, rapida, semplice da usare e con un ‘mood’ ben definito, decisamente un passo in avanti rispetto alle prime versioni che più volte definimmo come ‘scopiazzature’ di iOS.
Il sistema operativo, il browser e le App di tutti i tipi sono gestite dal Kirin 980 ed è veramente impossibile lamentarsi per le prestazioni in tutte le condizioni  – nel nostro test abbiamo provato P30 Pro da 256 GB con 8 GB di RAM, ma siamo certi che anche la versione ‘entry’ da 128+6 GB abbia prestazioni quasi equivalenti: si può ‘maltrattare’ il P30 Pro con navigazione web, riproduzione di materiale 4K e l’uso di giochi in 3D e non riscontrare nessun tipo di incertezza. Nessun problema nemmeno per ricezione telefonica, quantità di memoria interna – espandibile con scheda NM – e durata della batteria, visto che si arriva tranquillamente ad oltre una giornata di uso, anche intenso, e con il caricabatterie da 40W in dotazione basta poco più  di mezz’ora per ricaricare lo smartphone al 70%.
Da citare poi la possibilità di ricarica wireless, anche quella ‘reverse’ per caricare – abbastanza lentamente a dire il vero – altri dispositivi o accessori.

Ultrawide, periscopio,  RYYB e ToF: che poker!

La sezione fotocamera è, come anticipato, senza dubbio la parte più interessante di P30 Pro: un unico dispositivo racchiude infatti tutti gli sviluppi più recenti del settore. Innanzitutto accoppiata al sensore da 20 MP c’è un ottica ultrawide 16 mm eq f/2.2, una bella comodità su un dispositivo che si ha sempre in tasca; una ‘primizia’ ancora rara sugli smartphone ma che sta iniziando a diffondersi a macchia d’olio data la versatilità che offre per scatti e riprese, dai  panorami agli interni.
Accoppiato al secondo sensore, da 8 MP, c’è uno zoom, e non stiamo parlando di qualche ‘trucchetto’ di marketing, ma di uno zoom ‘vero’ 5x (25-125 mm eq., f/3.4), con tanto di stabilizzatore ottico. L’obiettivo è realizzato con sistema a periscopio (non è molto differente da quello che è adottato dalle diverse fotocamere compatte ‘rugged’) ed è un capolavoro di miniaturizzazione.
Per il terzo obiettivo sul retro del P30 Pro Huawei ha scelto di affidarsi ad un ‘semplice’ 27mm f/1.6 con stabilizzatore ottico, ma anche qui c’è una grossa novità: il sensore da 40 MP non ha i tradizionali fotodiodi Bayer rosso/verde/blu (o più precisamente RGGB, con il verde raddoppiato visto che i nostri occhi sono più sensibili a queste frequenze), ma ha una configurazione rosso/giallo/blu, o RYYB, che l’azienda chiama SuperSpectrum. Questo sensore di nuova concezione, che ovviamente ha bisogno di filtri ed algoritmi di conversione colore dedicati, riesce – a detta di Huawei – a catturare circa il 40% in più della luce in confronto ai sensori Bayer tradizionali; il sensore sembra essere stato realizzato da Sony e potrebbe vedere i suoi prossimi sviluppi sulle nuove fotocamere mirrorless di Leica.
Se aggiungiamo ai tre di cui sopra la fotocamera ToF con sensore laser – che ricostruisce una sorta di mappa tridimensionale dell’ambiente – per messa a fuoco e rilevamento della profondità di campo e le decine di modalità di scatto che utilizzano l’IA del processore e non solo che fanno parte del consueto pacchetto Huawei, ci rendiamo conto che in questo caso la carne al fuoco è veramente tanta. Ah, quasi dimenticavamo, la fotocamera frontale è da 32 MP.
Cominciamo da quest’ultima, perché non ha particolari spunti, né in bene né in male: la fotocamera integrata nellla parte superiore dello schermo restituisce infatti scatti luminosi, con una discreta gamma dinamica e una buona riproduzione dei colori; è possibile applicare tanti filtri, da quelli per modificare occhi e pelle a quelli per rendere più o meno sfocato lo sfondo, ma è sempre piuttosto evidente, ingrandendo gli scatti, che le foto rimangono un po’ troppo ‘piatte’, con la ristretta profondità di campo ottenuta evidentemente in maniera elettronica. Non fraintendeteci, la fotocamera è comunque più che sufficiente a catturare ottimi ‘selfies, stories e affini’, ma altri smartphone (forse anche perché hanno un notch più grande, e che può accomodare quindi un maggior numero di sensori) restituiscono delle immagini con resa più naturale e piacevole.
Le opzioni della fotocamera frontale sono però niente a confronto con quelle offerte dall’assemblaggio fotocamera posteriore che descrivevamo qualche riga sopra: perdonateci in anticipo se ci scordiamo di citare qualche opzione dell’App fotocamera di Huawei, ma lo spazio è tiranno e ci sono così tante possibilità che è impossibile analizzarle tutte in dettaglio.
La modalità di scatto principale è quella più versatile ed interessante: permette di scattare dalla posizione dell’ottica più grandangolare fino ad uno zoom ibrido 10x (addirittura 50x in modo digitale) e può sfruttare l’IA per il riconoscimento automatico di scene e oggetti. La resa delle immagini in questa modalità ‘punta e scatta’ passa dall’ottimo all’eccellente: oltre alla comodità di variare in modo fluido l’inquadratura dal grandandgolo al tele (con resa perfetta fino al 5x nativo, ma che perde leggermente in definizione nel modo ibrido al massimo 10x, anche perché mantenere perfettamente immobile lo smartphone durante lo scatto a focali elevate diventa difficile senza un grip adeguato) mai provata prima d’ora su uno smartphone, e ad una IA che riconosce la scena in modo impeccabile nella stragrande maggioranza dei casi, è da segnalare una sensibilità alle basse luci incredibile o quasi, sicuramente superiore a qualsiasi altro smartphone sul mercato. E attenzione, stiamo parlando anche di quegli smartphone che sembrano fare miracoli con il modo ‘Notte’ che fonde più immagini scattate inquadrando il soggetto per diversi secondi.
La modalità ‘Notte’ è presente anche sul P30 Pro ma non ci sentiamo di consigliarla a meno di non trovarsi in situazioni veramente estreme (buio totale o quasi), dato che restituisce immagini veramente troppo luminose, illuminando a giorno o quasi anche le notti più buie, e facendo questo a volte si ‘inventa’ qualche variazione di tonalità un po’ differente dalla realtà. Nel materiale di marketing Huawei mostrava la possibilità di combinare zoom e sensibilità del P30 Pro per scattare a mano libera immagini definite alla luna: come di consueto la pubblicità esagera, ma siamo certi che nella serata giusta, in un luogo senza troppo inquinamento luminoso e dotati di un buon cavalletto, questo smartphone sarebbe in grado di scattare immagini alla luna dove si distinguono i diversi crateri.
Il modo ‘Foto’ classico sfrutta il sensore ToF soprattutto per le foto in Macro e se si vogliono scattare immagini con profondità di campo ristretto, per le quali ci sono due modi dedicati, ‘Apertura’ e ‘Ritratto’, la seconda delle quali diretta alle inquadrature con persone. In questo caso ci sentiamo di dire che le dimensioni del sensore e la luminosità dell’ottica ancora contano: sebbene si riescano in molti casi a ottenere foto che sembrano belle sullo schermo di uno smartphone – e possono anche passare per capolavori su instagram –  il ‘bokeh’ ancora risulta in molti casi poco naturale, a volte anche con parti d’immagine che vengono ‘mangiate via’ (ad esempio i capelli in alcuni ritratti).
Per chi non si vuole affidare all’IA c’è poi la modalità ‘Pro’, che permette di scattare in RAW ed alla massima risoluzione di 40 MP: è possibile effettuare tutte le regolazioni di una fotocamera classica, come ISO (fino a 6400), bilanciamento del bianco, messa a fuoco, tempi e modi; i fotografi più smaliziati troveranno pane per i loro denti, e viste le potenzialità dello smartphone alle basse luci c’è anche tanto da divertirsi in post, con la possibilità di ‘recuperare’ dai RAW molti dettagli. Siamo comunque certi che la maggioranza degli acquirenti di Huawei P30 Pro sarà soddisfatta dalla semplice modalità Auto.
Ci sono poi tanti altri modi di scatto, racchiusi un po’ a casaccio sotto la dicitura ‘Altro’ nell’App fotocamera: Panorama, Light Painting, Subacqueo, HDR,  Filtri, Super Macro… Insomma, c’è di che divertirsi.
La modalità Video permette di riprendere fino a 4K, anche se ad un massimo di 30 fps e non 60 come accade su altri smartphone. Il video è comunque fluido e ottimo nella resa, specialmente in buone condizioni di luce: nonostante rimanga comunque avvertibile l’ottima sensibilità del sensore nelle inquadrature più scure, c’è invece qualche artefatto di troppo che si manifesta come una sorta di scia sui bordi degli oggetti più luminosi e colorati; sembra quasi un bug simile a quanto accadeva al momento del lancio con il P20 Pro, e non escludiamo che i prossimi aggiornamenti software possano migliorare la situazione.
Da citare poi come anche in ripresa sia possibile sfruttare tutte le caratteristiche dell’ottica come l’ampio grandangolo e la buona stabilizzazione ottica necessaria per sfruttare al meglio lo zoom ibrido 10x (anche se non è possibile zoomare fluidamente, ma solamente ‘a salti’ tra wide/1x/5x e 10x). Anche in video è poi possibile applicare direttamente gli effetti ‘beautify’ e i diversi filtri, e tra poco arriverà un aggiornamento per riprendere video a diverse focali contemporaneamente.

La sfida è lanciata

Huawei P30 Pro è in vendita nella versione ‘base’ da 128 GB di memoria interna con 8 GB di RAM ad un prezzo di listino di 999 euro (1.099 euro per quella da 256 GB + 8 GB). Una cifra importante, ma che è ormai standard per gli smartphone top di gamma ‘di marca’, e che in questo caso è a nostro avviso più che giustificata.
In conclusione, siamo giunti ad un momento storico in cui praticamente nessuno pensa di acquistare un nuovo smartphone solo perché ha materiali migliori, più potenza, più risoluzione dello schermo o chissà cos’altro; certo, la sezione fotografica del P30 Pro alza l’asticella ad un livello veramente alto, e siamo certi che farà vacillare le idee anche dei più parsimoniosi.
Provare per credere!

 

Alessandro Belli

 

Pagella

ESTETICA   8/10
Look un po’ anonimo ma piacevole: quasi tutto display, con notch ‘a goccia’ e il sottile bordo inferiore; i bordi laterali dello schermo sono curvi e molto sottili, mentre ad esclusione della fotocamera il retro è completamente liscio – e scivoloso. Oltre al ‘noioso’ nero da segnalare la presenza di tre belle colorazioni cangianti.
COSTRUZIONE  9/10
Materiali di prima scelta, schermo OLED, sensore per le impronte invisibile, fotocamera al top, memoria espandibile, ricarica reverse wireless, certificazione waterproof… Difficile chiedere di più.
VERSATILITA’    8/10
I più puntigliosi potrebbero reclamare la mancanza del jack 3.5″, degli speaker stereo e di qualche pixel di risoluzione nel display: si tratta veramente di piccole cose.
PRESTAZIONI     9/10
Non esageriamo se diciamo che la fotocamera integrata, per versatilità dell’ottica e soprattutto per le caratteristiche alle basse luci, dà del filo da torcere alle fotocamere compatte di qualche tempo fa. Le prestazioni nell’uso di tutti i giorni e la durata della batteria poi sono al massimo.
RAPPORTO Q/P   8/10
Lo smartphone costa tanto ma è un vero top: in attesa di dispositivi ‘foldable’ o 5G quello richiesto è il prezzo da pagare per la massima espressione della tecnologia ‘da tasca’.

PRO
✔  Prestazioni foto
✔  Materiali e costruzione
✔  Colorazioni ‘twilight’ di grande impatto
CONTRO
✔  Interfaccia EMUI ancora non perfetta
✔  Fotocamera frontale non all’altezza del resto

Costruttore:  Huawei Technologies, Cina
Distributore:  Huawei Technologies Italia, Torre B, via Lorenteggio 257, 20152 Milano – www.huawei.com

Caratteristiche dichiarate dal costruttore

Sistema Operativo: Android 9.0 Pie con EMUI 9.1
Display: OLED 6.47 pollici, risoluzione 2340×1080
CPU: Octa-core Huawei Kirin 980 NPU doppie
Batteria: 4200 mAh
Fotocamera: Frontale: 32 MP – apertura f/2.0; Principale: 40 MP (obiettivo grandangolare, apertura f/1.6, OIS) + 20 MP (obiettivo grandangolare, apertura f/2.2) + 8 MP (teleobiettivo, apertura f/3.4, OIS); Fotocamera ToF.
Memoria: 128 o 256 GB memoria interna, 6 o 8 GB RAM
Sensori: Sensore di luce ambientale / Sensore di impronte digitali su schermo / Giroscopio / Bussola / Sensore di prossimità / Sensore di gravità / Sensore di Hall /Sensore a infrarossi / Sensore di temperatura colore
Connettività: Wi-fi 802.11 a / b / g / n / ac 2,4 GHz e 5 GHz, Bluetooth 5.0, BLE, SBC, AAC, aptX, aptX HD, LDAC e HWA Audio, USB 3.1 Type-C, GPS a doppia frequenza NFC, Dual SIM 4G FDD LTE
Resistenza all’acqua: IP68
Peso: 192 g
Dimensioni: 158×73.4×8.4mm

 

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