Test estratto da: Tutto Digitale 126 - Dicembre 2018

TV OLED Sony KD-55AF9 - Prezzo: € 2.999,00

Dopo il successo della serie A1, e la rivisitazione AF8, con la nuova gamma AF9 Master Series arriva per gli OLED Sony un vero cambio generazionale. Sistema operativo Android più veloce e convincente, contrasto e ricchezza cromatiche di altissimo livello grazie al processore X1 Ultimate ancora più evoluto, ed un completo sistema di color management che intrigherà gli appassionati.
Vediamo cosa cambia rispetto al passato.

TV OLED Sony KD-55AF9

La nuova gamma AF9 di Sony intende offrire il massimo per quanto riguarda le tecnologie di immagine e suono sviluppare dalla azienda nipponica. Questi nuovi TV ritornano all’impostazione che aveva caratterizzato il modello A1, con lo schermo leggermente inclinato quando poggiato su un tavolo: una peculiarità che a prima vista potrebbe sembrare non ideale per un TV, ma che con l’uso si rivela del tutto ininfluente sulla qualità della visione ed anzi, conferisce all’apparecchio un segno distintivo e moderno ed indubbiamente originale.

Scelta vincente non si cambia?

Il supporto dell’AF9 è stato completamente ridisegnato, e con esso anche l’intero pannello posteriore del TV per via di alcune importanti modifiche relative principalmente al sonoro.
Come per l’A1 e l’AF8, anche in questa nuova famiglia la riproduzione sonora è affidata al sistema Acoustic Surface, una delle innovazioni più interessanti di Sony negli ultimi tempi,  che trasforma lo schermo stesso del TV in un vero e proprio altoparlante pilotato da specifici “attuatori”. Questi, collocati a contatto con il retro dello schermo, lo fanno vibrare fino ad emettere le frequenze acustiche in gamma media ed alta.
La qualità e la precisione di questa tecnologia ci aveva stupito fin dal primo ascolto, e l’AF9 non fa eccezione. Anzi, alcune importanti modifiche hanno ulteriormente migliorato la resa: in particolare ora il woofer singolo presente nell’A1 e destinato alla riproduzione della gamma bassa è stato sostituito da due altoparlanti, ed il sistema acquista anche un terzo attuatore, posizionato al centro dello schermo. Di fatto il nuovo Acoustic Surface+ permette una configurazione sonora 3.2, aggiungendo un canale centrale che permette di posizionare i suoni con una precisione ancora maggiore, ed impossibile utilizzando un sistema di diffusori esterni.
Queste modifiche si riflettono anche in un design della sezione posteriore del TV meno minimalista rispetto all’A1, che in assoluto rimane il più pulito ed elegante, ma nettamente più ordinato e compatto rispetto all’AF8, dove l’approccio sembrava indubbiamente più economico.
Chiaro che TV di questa levatura vanno necessariamente accompagnati da un buon impianto surround di qualità per valorizzare la spettacolarità delle immagini, ma il bello di questo AF9 è che anche ad impianto spento il sonoro non sfigurerà, permettendo di godere un ascolto più rilassato anche direttamente con il TV. Curiosamente Sony ha aggiunto la possibilità di utilizzare l’AF9 come canale centrale di un impianto home theater, grazie all’apposito ingresso, segno della fiducia dell’azienda in merito alle qualità sonore di questo prodotto. L’applicabilità di questa funzione è a nostro avviso limitata, non essendo facile rendere timbricamente simile al resto dei diffusori il TV/canale centrale… ma offre comunque una opzione in più.
L’Acoustic Surface+ è sicuramente promosso e rappresenta una delle caratteristiche salienti di questa famiglia OLED, nonché un importante fattore differenziante dei TV Sony rispetto ad altre proposte sul mercato.

Ecco il color management

È curioso notare come la commercializzazione dei TV OLED di fatto sia iniziata nel momento dell’introduzione del formato HDR, il cui arrivo ha aggiunto nuove sfide per le tecnologie di produzione delle immagini.
E così chi ha atteso per tanto tempo l’arrivo dell’OLED, perché alla ricerca di quel contrasto naturale ed “infinito”, la profondità delle immagini e la qualità dei colori possibili promesse da questa tecnologia sulla carta “perfetta”, si è trovato con un fattore di scelta aggiuntivo non banale.
Con l’arrivo dell’HDR infatti è stata aggiunta una dimensione in più, quella della luminosità. Per essere precisi, la brillantezza delle immagini non era certo un fattore secondario prima dell’arrivo dell’HDR, ma con gli standard SDR tradizionali, non costituiva un importante fattore differenziante.
Senza entrare nel merito dei diversi formati basta ricordare che, a seconda dei casi, un segnale HDR può richiedere la gestione di un picco di luminosità da 10 a (teoricamente) 100 volte superiore rispetto al tradizionale SDR per poterne sfruttare appieno la dinamica.
Ecco che la tecnologia OLED, appena giunta sugli scaffali dei negozi (reali o digitali), si è trovata a dover superare un nuovo ostacolo importante, in cui parte svantaggiata rispetto all’LCD. Questi ultimi, infatti, utilizzando una retroilluminazione più potente possono offrire una luminosità superiore in modo relativamente semplice (altrettanto non si può dire per il rapporto di contrasto, che richiede altri sforzi). Con la tecnologia attiva degli OLED questo non è altrettanto banale. Ed infatti i TV OLED anche HDR non riescono ad offrire una brillantezza confrontabile con i concorrenti LCD. Dove il recupero è schiacciante sulla profondità del nero, virtualmente perfetto negli OLED senza necessità di introdurre complicati metodi di local dimming mai privi di artefatti. Ma la brillantezza degli LCD HDR rimane oggi una meta lontana per gli OLED.
Considerato comunque che le nuove generazioni di pannelli OLED stanno apportando gradualmente qualche miglioramento, ci saremmo aspettati dall’AF9 delle prestazioni superiori rispetto ai modelli precedenti sotto il profilo della luminosità massima. L’AF9 invece si comporta grosso modo come il precedente AF8. Il pannello dell’AF9 è lo stesso LG (con subpixel RGBW) che troviamo in altre implementazioni sul mercato che si rivelano in grado di offrire qualcosa in più in fatto di luminosità massima, grazie prevalentemente ad una integrazione software più aggressiva sulla gestione delle alte luci, ed un intervento più limitato dell’ABL (il sistema di limitazione della luminosità). Sony ha adottato scelte differenti, probabilmente orientate ed esaltare la qualità e la naturalezza delle immagini dell’OLED (in tutta verità con risultati eccellenti), nonché a preservare la durata del pannello; eventualmente l’azienda potrebbe intervenire in futuro con un firmware upgrade specifico orientato a spingere maggiormente sulla luminosità, ma al momento non abbiamo indicazioni in tal senso. Il risultato è che l’AF9 da questo punto di vista non ci ha sorpreso come volevamo. Va detto però che questo nulla toglie alla qualità delle immagini che, sia in SDR che in HDR è sempre notevole, e con una brillantezza sufficiente a garantire buone prestazioni in HDR soprattutto in ambienti bui.
Sony è invece intervenuta sul sistema di calibrazione e gestione dei colori introducendo, finalmente, un vero e proprio CMS (Color Management System), assente ad oggi da qualsiasi altro TV Sony commerciale… È così possibile agire sui colori primari e secondari per tarare nel dettaglio la risposta del pannello. Opzionalmente ci si può avvalere di un software di autocalibrazione, basato sulla app CalMAN che deve essere acquistata e scaricata, e che permette di calibrare il TV per ciascun ingresso HDMI… a patto di essere dotati sia di un generatore esterno di segnali di calibrazione che di un sensore per la calibrazione.
La procedura non è complicata ma chiaramente non alla portata di tutti, sia perché richiede un minimo di competenza in fatto di color management, che per il costo aggiuntivo. Va detto che il TV, con le impostazioni di fabbrica, si comporta piuttosto bene, a patto di disabilitare tutte le funzioni accessorie (riduttore di rumore, live color, advanced constrast enhancer etc), selezionare una modalità di immagine Cinema o Custom, e ridurre leggermente il contrasto (fino a circa 90 / 100) per garantire una buona riproduzione delle alte luci.

Android non è più un problema?

Se avete seguito in passato le nostre recensioni di smart TV basati su Android, avrete notato i nostri giudizi non propriamente favorevoli verso un sistema che appariva ancora troppo rudimentale. Con l’AF9 la situazione cambia notevolmente. Sony ha infatti integrato nel TV un chipset più performante, ed il sistema è stato aggiornato alla versione 8 Oreo che, per Android TV, può essere considerata una piccola rivoluzione.
Layout e look sono completamente diversi (chi conosce le precedenti versioni di Android TV deve farci l’abitudine) e più razionali. Salta subito all’occhio la velocità: la TV ora risponde ai comandi in modo sicuro rendendo decisamente più piacevoli da utilizzare tutte le funzioni smart. L’esperienza è complessivamente più fluida e piacevole, anche se non abbiamo purtroppo tempo sufficiente per mettere alla prova il TV in modo da sperimentarne la stabilità.
Su questo tornemo in futuro, ma le premesse sono decisamente interessanti.
Come nelle versioni precedenti il telecomando, sempre dal look and feel estremamente economico e non in linea con la classe di questi TV (a quando un telecomando all’altezza?) è dotato di microfono, utile ad impartire i comandi vocali e, grazie ad Android 8, interagire con Google Assistant.

SDR ed HDR spettacolari

Abbiamo messo alla prova l’AF9 con materiale di ogni tipo, DVD SD, Blu-ray HD 1080p24 e 1080p30, contenuti in streaming FHD e UHD e naturalmente UltraHD Blu-ray.
La qualità del sistema di elaborazione delle immagini Sony si conferma fra le più alte sul mercato. Il processore è stato sostituito dalla versione aggiornata X1 Ultimate che elabora con la necessaria dovizia tre funzioni fondamentali che incidono fortemente sulla qualità dei TV Sony: il super bit mapping, il motion flow e la conversione in HDR. Il Super Bit Mapping, attivabile agendo sulla funzione Smooth Color, riesce ad eliminare in modo evidente gli scalini nelle sfumature di colore tipicamente presenti nel materiale più compresso, ed occasionalmente anche in BD e UHD BD, e si conferma come una delle funzioni Sony più efficaci.
Le carattersitiche intrinseche del pannello OLED, che garantisce un pixel refresh alto, possono portare ad una certa scattosità dei movimenti quando si visualizza materiale codificato a basso frame rate, come i film in 24p. Per ovviare al problema, che già di suo scompare con materiale 50i/p o 60i/p, si può ricorrere all’attivazione del MotionFlow che uitilizza le famigerate funzioni di motion interpolation, da noi sempre rifuggite. Ebbene in questo Sony, applicando un minimo intervento del Motion Flow, scopriamo come sia possibile eliminando quasi del tutto la scattosità dei film 24p, senza però incorrere in artefatti evidenti, tanto meno nell’effetto soap opera. Migliora anche (come ci si aspetta) la risoluzione con le immagini in movimento. Il MotionFlow, quindi, non solo è promosso, ma il suo uso anche raccomandato per ottimizzare la visione.
Come spiegato per i modelli precedenti, Sony utilizza un particolare sistema per la gestione dei contenuti SDR ed HDR, basato sull’impostazione del parametro Peak Luminance. Quando questo è disattivato il TV la riproduzione avviene in modalità nativa SDR. Il picco di luminosità è ridotto, ma il rapporto di contrasto rimane infinito e per la visione di contenuti su DVD o Blu-ray si può rivelare una scelta accettabile, a patto di massimizzare i controlli di retroilluminazione e portando il contrasto all’incirca a 90.
Attivando Peak Luminance, fin dal minimo livello, i contenuti SDR vengono automaticamente convertiti in HDR. La funzione agisce in modo progressivamente più aggressivo nelle modalità Low, Medium ed High, quest’ultima unica in grado di raggiungere il picco di luminosità massima del TV.
Per effettuare la conversione viene applicata una maschera di contrasto evidente, ma non troppo invasiva, che comunque occasionalmente può esaltare il rumore di fondo (o di compressione). È bene fare qualche prova per ottenere il miglior risultato. Per la visione di programmi televisivi in HD, generalmente non particolarmente “puliti”, ci siamo trovati bene disattivando la conversione in HDR, mentre con materiale di qualità elevata, in particolare Blu Ray, il livello Medium del parametro Peak Luminance è quello che offre a nostro avviso il miglior compromesso fra l’aumento di dinamica e l’esaltazione del rumore o della grana.
Con contenuti HDR la funzione va necessariamente impostata su High per sfruttare tutta la gamma dinamica del TV. In questo caso nella visione in ambienti bui la minore luminosità del TV rispetto ad un LCD non rappresenta assolutamente un problema. Certo, i livelli più alti dei contenuti HDR verranno tagliati (clipping) visto che il pannello non può riprodurli, ma la ricchezza dei colori e la profondità dei toni scuri compensano ampiamente.
Questo AF9 tende a produrre immagini un po’ scure. È possibile intervenire sul gamma (preferibilmente) oppure sulla funzione Advanced Constrat Enhancer per aumentare un po’ il dettaglio nelle zone d’ombra.
La tendenza si ritrova prevalentemente nella visione in HDR10, mentre in Dolby Vision la brillantezza tende ad essere generalmente superiore.
Le modalità di immagine sono state leggermente modificate rispetto al passato, ma l’esperienza d’uso è praticamente la stessa. Le modalità Custom e Cinema sono quelle da preferire per una visione più naturale ed allineata alle intenzioni del produttore dei contenuti. Esiste anche una modalità ottimizzata per Netflix, che sinceramente non ci sembra apportare alcun beneficio specifico rispetto all’uso delle altre modalità opportunemente calibrate.

Lo spettacolo è assicurato

Con l’AF9 Sony conferma la qualità della tecnologia OLED nonché la sua superiorità nella resa del processamento video. L’upscaling, la conversione in HDR, il super bit mapping ed il Motion Flow offrono prestazioni veramente elevate che permettono di estrarre il meglio da questo pannello. La chicca dell’Acoustic Surface+ con il canale centrale aggiunto completa un prodotto già di per sé innovativo e raffinato per che offrirà agli appassionati ore di piacevole e spettacolare visione in 4K.

Massimo Basile

 

Pagella

ESTETICA      9/10
Il design minimalista degli OLED Sony ci ha sempre convinto, e l’impostazione inclinata conferisce un tocco di originalità in più, senza influire negativamente sulla visione
COSTRUZIONE    9/10
Un TV di alto livello, ben rifinito e robusto. Non comodissimo l’accesso agli ingressi, come del resto avveniva con i modelli precedenti. Rimaniamo stupiti dalla realizzazione dell’Acoustic Surface. A quando un telecomando degno di un TV di questo livello?
VERSATILITA’     10/10
Il TV è dotato di ingressi HDMI 2.1 con eARC, supporta il Dolby Vision, può funzionare da canale centrale di un impianto HT, è stato aggiornato ad Android 8 Oreo ed è dotato di tutto il desiderabile in uno smart TV UHD. Manca il 3D… è un problema?
PRESTAZIONI      9/10
Chi ama il nero “vero” ed i colori più naturali possibili non può che rimanere affascinato dalla qualità dell’OLED e dalla bontà di questa implementazione Sony. In HDR manca quella aggressività ad oggi esclusiva dei TV LCD. Non si può avere tutto… a voi la scelta!
RAPPORTO Q/P     8/10
Questo AF9 viene inserito nella serie “Master” Sony, e come tale non può essere economico. Ma i risultati sono anche all’altezza della spesa. È vero che sul mercato alcuni concorrenti offrono prodotti dal costo sensibilmente inferiore. Ma se vi siete innamorati dell’elaborazione di immagine Sony non avrete dubbi.

PRO
✔  Qualità sonora
✔  Naturalezza e profondità delle immagini
✔  Design
✔  Android OS nettamente migliorato
✔  Color management system
CONTRO
✔  Telecomando non all’altezza
✔  Lumonosità massima in HDR inferiore alla media
✔  Calman fruibile da pochi (ed a pagamento)

Costruttore:  Sony, Giappone
Distributore: Sony Europe Limited – Sede Secondaria Italiana, via Rizzoli 4 20132 Milano – tel. 02 618381 – www.sony.it

Caratteristiche dichiarate dal costruttore

Dimensioni schermo: 55 pollici
Pannello: OLED
Risoluzione: 3840 x 2160 pixel
HDR: HDR10, HLG, Dolby Vision
Sistema TV: DVB-T/T2, DVB-C, DVB-S/S2
Audio: 13 W+13 W+13 W+13 W+13 W+13 W+10 W+10 W
WiFi: 802.11 a/b/g/n/ac, 2.4 & 5 GHz
Bluetooth: 2.4 GHz
Ingressi: VHF/UHF, F-type sat con DiSEqc, AV IN, 4xHDMI/HDCP 2.3
Uscita audio: optical SPDIF, stereo minijack, HDMI ARC
USB: 2x UDB2.0, 1x USB3.0 SuperSpeed
Dimensioni senza supporto: circa 122,8 x 71,1 x 8,6 cm
Dimensioni con supporto: circa 122,8 x 70,9 x 32,0 cm
Peso: 30 Kg (con piedistallo)
Alimentazione: 220 – 240 V AC 50 Hz
Consumo standby: 0,5W (3,0W WiFi)
Consumo in funzione: Nominale: 401 W/Standard: 150 W
Consumo Standby Rete: 2,00 W (Wi-Fi) / 2,00 W (LAN) / 0,50 W (Bluetooth) dall’1/gen/2019

 

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