Sony ridefinisce gli standard full frame con due novità che segnano un’evoluzione epocale per il marchio: ecco l’obiettivo FE 100-400mm F4.5 G Master e la mirrorless A7R VI, che riunisce per la prima volta la risoluzione estrema con velocità operativa e tecnologie AI inedite, base di sviluppo per l’intero ecosistema Alpha
A tredici anni dal debutto della linea, la Sony A7R VI rompe il paradigma che vedeva le fotocamere ad alta risoluzione penalizzate dalla lentezza operativa. Grazie al nuovo sensore Exmor RS a strati da 66,8MP e al processore Bionx XR II, la macchina raggiunge i 30 fps e una gamma dinamica record di 16 stop. L’unità AI integrata abilita il bilanciamento del bianco predittivo e il sistema Real-Time AF+, capace di identificare automaticamente soggetti diversi (persone, animali, veicoli) coprendo il 94% dell’area di scatto. L’introduzione del Pre-Capture e di uno stabilizzatore fino a 8,5 stop completano un corpo macchina reso più ergonomico da tasti retroilluminati, WiFi 6 e un mirino HDR dalla luminosità triplicata.
Le caratteristiche video elevano la A7R VI a vera cine camera, con il supporto l’8K a 30p e il 4K a 120p senza crop. La novità più rilevante è il Dual Gain, che ottimizza la gamma dinamica nelle ombre durante la ripresa stessa, riducendo drasticamente il rumore.
Da segnalare poi l’audio a 32-bit floating point, che permette di registrare suoni di qualsiasi intensità senza saturazioni. Anche l’alimentazione si rinnova, con una batteria da 2670mAh che Sony dichiara essere più efficiente e rapida nella ricarica e beneficia di un sistema di gestione dello stato di salute, che segnala se e quando è necessario la sostituzione.
La gestione del calore è affidata a un nuovo dissipatore a sigma che garantisce registrazioni prolungate anche alle massime risoluzioni, mentre l’intelligenza artificiale supporta funzioni avanzate come l’auto framing per i creatori di contenuti.
L’A7R VI è anche la prima Alpha ad utilizzare il nuovo schema di salvataggio e gestione dei file RAW fotografici, che aumenta l’efficienza della compressione, e riducendo le opzioni disponibili, semplifica notevolmente la gestione. Novità anche per lo sviluppo dei RAW, grazie a nuovi strumenti che sfruttano l’AI, in particolare per l’interpolazione di scatti multipli che non si fermano ora al solo pixel shift, per aumentare la risoluzione dei file, ma anche per il focus stacking ed HDR.
Insieme alla fotocamera debutta il FE 100-400mm F4.5 GM OSS, che si distingue per lo zoom interno e l’apertura costante di f/4.5 su tutta l’escursione focale, a differenza dell’esistente modello con la stessa focale, l’FE 100-400mm F4.5-5.6 GM OSS, sempre della serie G Master. Il nuovo obiettivo non rappresenta però una seconda versione, ma qualcosa di completamente inedito, con un design ben diverso. Il progetto ottico è particolarmente complesso: 28 elementi in 20 gruppi, con due Super ED, tre ED, una XA, extreme aspherical, che riduce al minimo possibile le aberrazioni, ed una ED XA, extra-low dispersion extreme aspherical, che corregge simultaneamente sia le aberrazioni che gli onion ring, l’effetto a cerchi di cipolla sulle sfocature, tipiche delle lenti asferiche normali.
Nella presentazione Sony ci ha mostrato l’aspetto al microscopio di questo tipo di lenti, che sono lavorate con un’accuratezza estrema. Similmente pregiata è la costruzione del diaframma, costituito da 11 lamelle con sistema di apertura perfettamente circolare, anch’esso ottimizzato per realizzare effetti di sfocatura e bokeh perfetti. L’obiettivo integra inoltre soluzioni professionali come lo slot per filtri alla base, la resistenza dello zoom regolabile e la piena compatibilità con i moltiplicatori di focale Sony per raggiungere gli 800mm. (P.C.)








