Lun 22 Aprile 2024

La prima volta di Nikon Z… nello spazio

Nikon Z 9 nello spazio

La collaborazione tra Nikon e la NASA, nata nel lontano 1971, continua ancora oggi, con la recente fornitura di 13 fotocamere Z 9 e di una quindicina di obiettivi Nikkor

1971. Inizia la collaborazione fra NASA e Nikon, basata su una Nikon Photomic FTN. A distanza di oltre mezzo secolo, la collaborazione si rinnova e consolida: per aiutare gli astronauti della NASA a catturare immagini impeccabili della Terra e dello spazio, Nikon annuncia che l’ammiraglia Z 9 è stata lanciata sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) a gennaio. Una scelta che, in qualche modo, costituisce una pietra miliare per l’azienda giapponese, perché il sistema mirroless serie Nikon Z per la prima volta va alla conquista dello spazio…

La navicella Cygnus, trasportata dal razzo SpaceX Falcon 9, è stata lanciata dallo Space Launch Complex 40, presso la Cape Canaveral Space Force Station, in Florida, lo scorso 30 gennaio 2024, nel corso della ventesima missione di servizi di rifornimento commerciale di Northrop Grumman per conto della NASA. Al laboratorio orbitante sono stati inviati vari corpi Z 9 (ben 13, per esattezza) e un’impressionante selezione di obiettivi Nikkor Z (un totale di oltre 15 modelli Nikkor Z, tra cui super teleobiettivi e obiettivi micro, e 15 adattatori FTZ II).

La Z 9 – full frame mirrorless di punta di Nikon – sostituisce l’attuale dotazione di reflex digitali Nikon D6 e D5 sulla stazione spaziale, con la D5 in servizio dal 2017.

Da segnalare che le fotocamere usate sul laboratorio orbitante sono fisicamente non modificate, il che significa che i consumatori terrestri ed astronauti possono contare sulla stessa qualità ed affidabilità.

Sebbene la fotocamera sia fisicamente la stessa, gli ingegneri Nikon hanno tuttavia collaborato direttamente con la NASA per creare un firmware ad hoc, personalizzato, per ottimizzare l’uso nell’ambiente nello spazio. Ad esempio, da segnalare l’estensione della riduzione del rumore a velocità di scatto più elevate, per tenere conto del costante bombardamento di radiazioni cosmiche a cui sono sottoposti sulla stazione spaziale equipaggio ed attrezzatura e le modifiche alla sequenza di denominazione dei file, nonché alle impostazioni e ai controlli predefiniti, ottimizzati per la vita a bordo del laboratorio orbitante e quando è racchiuso nella copertura protettiva per le missioni esterne. Ancora, modifiche anche al protocollo FTP e di trasferimento all’interno della camera per semplificare il workflow dell’astronauta, aumentare l’efficienza e nel contempo minimizzare il consumo energetico durante l’invio di immagini dallo spazio alla Terra.

www.nital.it

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