Dom 3 Luglio 2022

Compatta Sony DSC RX100 III

Test estratto da: Tutto Digitale 97 – Giugno 2015
Compatta
Sony
RX100 III
– Prezzo: € 849,00
Una delle compatte de luxe in assoluto più valide di sempre continua la sua evoluzione ed arriva alla versione III. Più che un’evoluzione, una rivoluzione, con un nuovo zoom e molte altre differenze significative
Sony DSC RX100 III

Sulla spinta dello sviluppo delle tecnologie ‘tutte digitali’, i vari settori dell’elettronica di consumo si evolvono, si trasformano, talvolta si creano ex novo.
Naturalmente, gli effetti sono diversi in funzione degli specifici settori: se ci soffermiano sulla ‘fotografia’ tout court, è evidente che alcuni trend sono ben determinati: l’aumento ‘medio’ delle dimensioni dei sensori, a vantaggio  di migliori prestazioni soprattutto sotto il profilo della ripresa  in condizione critiche di illuminazione, oppure la sempre maggiore scelta di modelli ‘mirrorless’, tanto per fare un paio di esempi.
Soffermiamoci ora un attimo sul primo scalino della scala delle fotocamere, ovvero al settore delle cosiddette ‘compatte’, così definite in base all’ingombro decisamente ridotto. Paradossalmente, questo settore è in crisi, pur offrendo soluzioni impeccabili sotto il profilo del rapporto qualità/prezzo, mai così conveniente: con meno di 100 euro si entra in possesso di una macchina davvero tascabile e dalle prestazioni dignitosissime, con il doppio o il triplo si ottengono maggiore versatilità, zoom potenti, registrazione Full HD e molto altro…

Fotografi per caso ed appassionati

Il fatto è che, chi non nasce come fotografo ma arriva alla fotografia per caso o per varie strade, trova più semplice e naturale utilizzare il proprio smartphone (del resto, in genere capace di fornire prestazioni anche di buon livello). Per gran parte delle foto definibili ‘di documentazione’, non contando quelle studiate per apparire ‘smartphone style’ (o così trasformate con effetti ed app ad hoc), insomma, un cellulare di ultima generazione va benissimo: per un  fotografo, comunque per chi ama ‘pensare’ e costruire l’immagine in un certo modo, viene più naturale pensare ad una vera fotocamera.
Naturalmente, non tutti hanno voglia di adottare un sistema reflex, non tanto per il costo (un kit entry level corpo + obiettivo zoom di prestazioni e versatilità più che adeguate si trova fra i 400 e 500 euro) quanto per peso ed ingombro, ed ecco che torniamo alle compatte. Che non sono solo quelle ultratascabili, da 100, 200, 300 euro, per i fotografi alle prime armi o comunque che non hanno enormi ambizioni, ma che si declinano sul mercato con una grande varietà di modelli – non più così compatti, magari – che costano più di un kit reflex entry level, e a volte anche il doppio o il triplo…
Una contraddizione nei termini? Ha senso spendere 6, 700 euro o anche ben di più per una compatta comunque di versatilità e prestazioni inferiori a quelle di una reflex o mirrorless di stesso segmento di prezzo? Vista l’offerta di marche e modelli compatte ‘de luxe’, la risposta è evidentemente positiva. Tali macchine di ultima generazione, infatti, hanno spesso prestazioni e versatilità che si avvicinano a quelle permesse dalle reflex, con il vantaggio di poter essere trasportate, se non proprio nella tasca di una giacca, quantomeno in quella di un giaccone.
In altre parole, una compatta de luxe può costituire una soluzione per ottenere ottimi risultati, nelle mani di un fotografo esigente ed esperto, senza costituire un vero ostacolo nel trasporto.
Vediamo dunque come si comporta nella pratica una rappresentante della categoria, scegliendo uno dei modelli più significativi del mercato, la RX100 III di casa Sony. Come il ‘III’ lascia intendere (ma senza il classico ‘Mark’ o ‘MK’), stiamo parlando della terza versione della macchina, lanciata sul mercato qualche anno fa e poi aggiornata, se la memoria non ci inganna, all’incirca a metà del 2013 con la versione II. Infine, ecco la versione III, arrivata nello scorso autunno.
Interessante notare che, a differenza in genere di quanto accade con successive versioni (I, II, III…) la fotocamera in oggetto non costituisce una semplice evoluzione del concetto, ma anche una rivoluzione. Se da una parte infatti sono stati mantenuti alcuni criteri fondamentali di progetto, che hanno costituito del resto la base del successo delle precedenti, validissime versioni (come l’impostazione generale e il sensore – CMOS Exmor – da ben 1 pollice, 13,2 x 8,8 mm, probabilmente massima taglia installabile in un corpo così compatto, e 20 MP), dall’altra nella III ci sono state importanti variazioni strutturali (come un mirino elettronico retrattile al posto del flash e un nuovo zoom, di escursione e luminosità maggiore).
Insomma, una vecchia/nuovissima macchina, che non vediamo l’ora di mettere alla prova… pronti?

Una piccoletta ‘di peso’

In mano, la piccola Sony appare identica ai modelli della stessa serie che l’hanno preceduta: stiamo parlando di una macchina davvero compatta (101,6 mm × 58,1 mm × 35,9 mm le misure esatte) ed elegante, con la forma di un parallelepipedo nero, con gli angoli smussati, dal quale spunta il mini-cilindro dell’obiettivo in posizione di riposo. A distanza di tempo, insomma, la RX-100 resta un bell’oggetto, completamente nero, con rifiniture curate (e la carrozzeria soggetta apparentemente a subire piccole ammaccature o almeno rigature).
Un oggetto bello e compatto, ma non proprio leggerissimo: il peso, infatti, sfiora i tre etti (inclusi accumulatore NP-BX1 e scheda), a sottolineare che la dotazione è ‘pesante’.
Diamo un’occhiata all’impostazione e alla disposizione dei comandi. Sul piano superiore, come nelle RX100 I e II, ci sono il pulsante di accensione, quello di scatto con la leva esterna di comando zoom e, all’estrema destra, il selettore di modo (che offre, oltre al consueto PSAM, le funzioni auto Intelligent e Superior, le modalità scena, la funzione panorama, quella movie – in Full HD – e il Memory recall per scatti con regolazioni preselezionate personalizzate).

Ora c’è anche un mirino (OLED)

All’estrema sinistra invece, al posto del flash utilizzato in precedenza (che ora trova posto in posizione centrale), ecco il nuovo mirino elettronico di tipo OLED da 1.440.000 punti, inserito perfettamente nella sagoma della carrozzeria in posizione di riposo e che si alza al momento desiderato (previo consenso con un pulsante sulla sinistra), salendo di circa un centimetro. A questo punto la cornice dell’oculare va spostata orizzontalmente all’indietro, avvicinandola all’occhio. Insomma, un’operazione nel complesso non rapidissima, che farà preferire il mirino per foto meditate piuttosto che istantanee colte al volo, e che lascia qualche dubbio sull’affidabilità in caso di utilizzazioni intense…
In compenso, poche critiche e molti elogi per il bel display LCD TFT posteriore, da 7,5 cm e 1.228.800 pixel, inclinabile (da 45 a 180 gradi circa) alla destra del quale ci sono i vari controlli, piuttosto ravvicinati per evidenti problemi di spazio.

Diverso anche lo zoom

Obiettivo. Siamo passati da uno zoom 3,7x con escursione focale equivalente a un 28-100 mm, adottato nella prima e seconda versione, a questo 24-70 mm. Si tratta sempre di uno Zeiss Vario Sonnar T* (con la T rossa seguita da un asterisco, sinonimo di una lavorazione accurata delle lenti, con uno speciale trattamento antiriflesso messo a punto addirittura nel 1935… ), ed anche più esteso in wide, ma con escursione complessiva meno sviluppata (2,9x circa); questo zoom è dunque in grado di coprire la maggior parte delle esigenze di ripresa, dal panorama al ritratto, con l’eccezione evidentemente dei dettagli di soggetti lontani.
Il prezzo della riduzione focale è andato a vantaggio della luminosità; il ‘vecchio’ zoom andava da F1.8 (minima escursione focale) a F4.9 (massima), quello ‘nuovo’ invece ha guadagnato in omogeneità (da F1.8 in wide a F2.8 in tele).
Lo zoom è poi asservito ad uno stabilizzatore ottico piuttosto sofisticato, su tre assi

Aria di famiglia

A ben vedere, viene riproposta la stessa impostazione delle versioni precedenti; a partire dall’alto, infatti, troviamo in posizione parzialmente protetta da una piccola guancia rialzata – utile per impugnare la macchina con una sola mano – il pulsante per l’avvio in ripresa video. La metà inferiore destra del retro  della macchina è dominata dal classico comando multifunzione, stile joystick, con rotella esterna sensibile ai quattro punti cardinali e tasto centrale di consenso. Tale controllo multiplo è circondato da quattro pulsanti: in senso orario, da sinistra, ecco l’utilissimo Fn (per l’abilitazione alla gestione dei comandi rapidi), menu, C e play.
In generale, impostazione e logica dei menu, e attuazione dei comandi, sono sembrati abbastanza validi, con qualche richiamo ad altre Sony. Vista la varietà di funzioni disponibili, il poco spazio per le dita sul retro, che può causare la pressione involontaria dei tasti (tipicamente, quello per il video, soprattutto quando si scatta in verticale) ed anche la classe delle macchina, destinata ad utenti esperti magari alle prese con immagini da cogliere al volo, avremmo preferito disporre di un paio di mini selettori meccanici o altro, per funzioni come il cambio di sensibilità ISO o la correzione dell’esposizione, anche se il tasto Fn (e la possibilità di utilizzare un anello sullo zoom) aiutano ad effettuare regolazioni istintive.
Dal punto di vista della dotazione, la RX-100 III può essere utilizzata come una ‘point and shoot’ da utilizzare in completo automatismo, per chi non vuole pensieri di sorta, ma questo è un po’ uno spreco, visto che in effetti la macchina può costituire uno strumento di precisione, capace di offrire grandi soddisfazioni nelle mani di un fotografo esigente ed esperto.
La RX100 III, infatti, offre tante possibilità di regolare funzioni e parametri in funzione dei propri gusti o delle proprie necessità, e la macchina di conseguenza merita di essere studiata in profondità per poter essere sfruttata al meglio.

Connessioni

I collegamenti prevedono una micro USB, sul fianco destro laterale, e una mini HDMI, sul fondo.
Per la ricarica, la RX100 III viene fornita, come sembra prassi sempre più comune, un cavo USB per il collegamento diretto al computer; in alternativa, lo stesso cavo si collega ad un adattatore e un cavo per il collegamento alla rete (corrente), pure forniti. Come nelle versioni precedenti, la ricarica avviene in tempi ragionevoli e che l’accumulatore resta efficiente per tempi leggermente superiori alla media.
Da segnalare l’opzione WiFi, che completa in chiave aggiornata e ‘sociale’ le funzionalità della macchina.
La RX100 III, oltre che in JPEG, naturalmente – vista la classe del prodotto – permette di memorizzare anche in formato RAW (e JPEG+RAW, tanto per non farsi mancare niente… (il RAW è in formato Sony ARW 2.3; un software per PC/Mac ad hoc, da scaricare dal web, offre tutte le possibilità di gestione).
Lo slot per accogliere la scheda di memoria destinate a memorizzare i dati (immagini e video), come per tutte le Sony recenti, può ospitare oltre alla Memory Stick Duo proprietaria, anche la più diffusa SD (almeno classe 4).

Un amico prezioso

Veniamo ora alla prova dei fatti. In mano la RX 100 III ‘cade’ bene e si manovra senza troppe difficoltà, anche se la densità posteriore dei tasti obbliga ad una certa attenzione per evitare errate manovre, in particolare scattando foto in verticale. A proposito di manovre, bisogna tenere presente che in macchine come queste – con tante possibilità di regolazione e di funzionamento, pochi controlli meccanici e molti menu – determinate operazioni possono prevedere diversi passaggi, ma è comunque possibile personalizzare alcuni comandi per una maggior rapidità d’uso.
La reattività nel complesso (accensione, scatto, autofocus) è buona, pur non essendo da record. Ottima la visione attraverso il mirino, pur con la scomodità operativa di cui si è già detto, ma anche il monitor LCD fa più che il suo dovere, definito e luminoso; considerando anche le possibilità di  inclinazione, possiamo confermare che – a differenza di quanto accade con la quasi totalità dei modelli concorrenti – la visibilità è notevole anche in pieno sole.
E veniamo alla qualità fotografica. Con soggetti ben illuminati, al minimo della sensibilità ISO, si ottengono immagini davvero interessanti: se torniamo con la mente a 10, 15 anni fa, si resta senza parole nell’osservare i progressi della tecnica, in termini di definizione, di colore, di resa complessiva. Chapeau! Il bello è che, con illuminazione meno potente, salendo nella scala ISO, il risultato praticamente non cambia fino a 800 e anche qualcosa in più; difficile, forse impossibile, fare di meglio con una macchina così compatta.
In generale, la gestione del rumore è quasi impeccabile, mentre la definizione peggiora progressivamente all’aumentare dei valori, con apparizioni di lievi artifatti.
A 1600 ISO la resa è ancora più che discreta, e si mantiene tale sino a un po’ meno di 6400. Da qui, si entra nel campo dello scatto d’emergenza; inevitabilmente i 12800 ISO corrispondenti all’estremo superiore sono quasi un pro forma, anche se possono salvare comunque una situazione-limite. Oggi si tratta di un valore (quasi) normale, ma pensando ai 10/15 anni fa di cui sopra…
Parlando in generale, siamo al vertice delle compatte et similia; la differenza con mirrorless e reflex (APS-C; le Full Frame sono di un’altra categoria<…) è minima, e sostanzialmente definibile come minor microdettaglio, peraltro apprezzabile in caso di ingrandimenti degni di questo nome.
Qualche parola anche sulle possibilità video, che confermano la qualità di immagine offerta dalla macchina; certo, una compatta – per quanto valida – non è il massimo dal punto di vista della comodità e versatilità di ripresa, per infiniti motivi, però le resa interessante, e, in caso di necessità…

Una compatta al vertice

Siamo alle ultime battute. Riepilogare i fatti salienti del test non è difficile: fra i ‘pro’ possiamo citare la compattezza reale, la versatilità complessiva, la validità delle soluzioni adottate per inquadrare e visualizzare (mirino e monitor), la qualità e luminosità dello zoom. E naturalmente la resa delle immagini, anche a livelli ISO piuttosto elevati.
Fra i ‘contro’, un’apparente fragilità della carrozzeria e del meccanismo del visore (pur in una realizzazione complessiva di alto livello), l’impossibilità di agire direttamente su alcuni parametri, del resto determinata principalmente dalla compattezza.
In quanto al prezzo, questo è inevitabilmente elevato,  forse anche qualcosina in più di quanto fosse lecito sperare… del resto, la macchina è una compatta davvero de luxe, o meglio premier, e vale tutti gli euro che costa.
Da segnalare che peraltro sono  ancora disponibili (ed ancora presentati sul sito alla fine di maggio) i precedenti modelli I e II, a prezzi decisamente più popolari, rispettivamente 499 e 649 anziché 849 euro. Se proprio per voi la III versione è troppo, potete assaporare i piaceri della famiglia RX 100 (e la resa delle imagini comunque notevole) con una sorella minore…

Salvatore Coppola

Pagella

ESTETICA            8/10
Come nelle versioni precedeti, una macchina dal design classico, al tempo stesso elegante e vagamente professionale.
COSTRUZIONE   9/10
Di alto livello, con qualche particolare forse meno all’altezza del resto.
VERSATILITA’    10/10
Un piccolo concentrato di versatilità, come in precedenza, con qualcosa in più (come il viewfider) e qualcosa di diverso (nuova escursione e luminosità dello zoom). In ogni caso, una macchina completa sotto ogni punto di vista.
PRESTAZIONI FOTO E VIDEO    9/10
Come in precedenza, la resa è davvero eccellente, in particolare alle basse luci. Una compatta di classe evidentemente superiore
RAPPORTO Q/P     7/10
L’ultima versione della RX100 ha un prezzo da record per una compatta. Ma la macchina è davvero di una classe superiore, o meglio, come abbiamo ribadito nel titolo, ‘una perla nera’…

 

PRO
✔ Prestazioni complessive
✔ Resa con le basse luci
✔ Autonomia interessante
CONTRO
✔ Viewfinder macchinoso da azionare
✔ Sportello per accumulatore e scheda che tende ad aprirsi
✔ Prezzo elevato

Costruttore:  Sony, Giappone
Distributore: Sony Europe Limited – Sede Secondaria Italiana,
Via G. Galilei 40, 20092 Cinisello Balsamo (MI) – tel. 02 618381- www.sony.it

Caratteristiche dichiarate dal costruttore

Sensore: Exmor CMOS da 13,2 mm × 8,8 mm (di tipo 1,0)
Pixel effettivi: circa 20,2 megapixel
Obiettivo: Carl Zeiss Vario-Sonnar T* f = 8,8 –25,7 mm (equivalente a 24 –70 mm).
Apertura: F1,8 (W) – F2,8 (T)
Stabilizzatore: Ottico, SteadyShot
Controllo esposizione: Mod. auto superiore, autom. intelligente, autom. programma, priorità diaframma, priorità otturatore, manuale, richiamo dalla memoria (1,2,3) modalità video (automatica programma, priorità di apertura, priorità velocità otturatore, manuale), panoramica, selezione scena (Ritratto, Sport e azione, Macro, Paesaggio, Tramonto, Vista notturna, Crepuscolo manuale, Ritratto notte, Antisfocatura da movimento, Animali, Gourmet, Fuochi d’artificio, Sensibilità elevata
Bilanciamento del bianco: Automatico, Giorno, Ombra, Incandescente, Nuvoloso, Fluorescente (Caldo bianco / Freddo bianco / Giorno bianco / Giorno), Flash, Temp./Filtro colore, Personalizzato
Sensibilità ISO: Foto Auto ISO 125-25600, Video (125-12800, selezionabile con limite superiore/inferiore), 125/160/200/250/320/400/500/640/800/1000/1250/1600/2000/2500/3200/4000/5000/6400/8000/10000/12800
Formato di registrazione: Immagini fisse: JPEG (compatibile con DCF Ver. 2.0, Exif Ver.2.3, MPF Baseline), RAW (formato Sony ARW 2.3); Video: XAVC S, compatibile con il formato AVCHD Ver. 2.0, mp4
Modalità riprese video: AVCHD (fino a 1.920 x 1.080/50p a 28 Mbps) / mp4 (fino a 1.440 x 1.080/25p a 12 Mbps)
Supporto di registrazione: Memory Stick Duo, PRO Duo, PRO Duo (High Speed), PROHG Duo, Micro, Micro (Mark2),  XC-HG Duo; SD, SDHC, SDXC (UHS-I), microSD, microSDHC, microSDXC
Flash: raggio d’azione del flash da circa 0,4 m a 10,2 m (W) (ISO auto); Modalità: Auto/Con flash/Sincronizzazione lenta/Sincronizzaz. posteriore/Senza flash
Connessioni: Hi-Speed USB (USB 2.0), Micro HDMI, Micro USB
Connettività WiFi: Funzionalità NFC One touch, Wi-Fi
Schermo LCD: LCD TFT da 7,5 cm (3,0″) (4:3) / 1.228.800 punti / Xtra Fine
Mirino: elettronico da 0,39″
Dimensioni: 101,6 x 58,1 x 38,3 mm
Peso: 263 g (solo corpo), 290 g (con batteria e supporto)

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