Test estratto da: Tutto Digitale 110 - Anteprima 2017

Panasonic Videocamera Full HD AG-AC30 / Videocamera UltraHD/4K HC-X1 - Prezzo: Videocamera Full HD AG-AC30 - € 1.950,00 / Videocamera UltraHD/4K HC-X1 - € 3.199,99

Nell’arena di Tutto Digitale questa volta si affrontano due nuovissime videocamere Panasonic, aggressive nel look e nel prezzo, ed interessanti ciascuna per motivi diversi: una piccola ed agguerrita Full HD da news ed una 4K, adatta anche per un uso più creativo. Chi vincerà la sfida all’ultimo pixel?

Videocamera Full HD Panasonic AG-AC30 / Videocamera UltraHD/4K Panasonic HC-X1

Cinque anni fa avremmo aperto un test di questo tipo con la domanda che assillava più o meno tutti i videomaker: ha senso acquistare una videocamera in questo momento, quando le reflex fanno il video e lo fanno anche molto bene? Era questa la grande questione allora sul piatto, per i suoi risvolti estetici (ovvero di look di rirpesa) ed economici.
Nel tempo, il dilemma è stato superato da due fattori: il primo è la consapevolezza che per ogni lavoro c’è l’attrezzatura più adatta, e il secondo è rappresentato dall’introduzione dalle videocamere a sensore largo, che hanno messo i vantaggi di un sensore più ampio dentro la forma ed i comandi tipici di un camcorder. Ma come si sa, la vita è fatta di continue domande, e dunque quel dilemma è ora sostituito da altri pressanti interrogativi. Per esempio: vale la pena acquistare un dispositivo di registrazione 4K, più costoso rispetto ad una macchina FullHD? Di certo uno standard di registrazione superiore mette in sicurezza l’investimento nel tempo, ma magari è sovradimensionato per le necessità produttive dell’immediato, senza contare le maggiori spese relative all’archiviazione e al montaggio delle riprese in 4K. Come orientarsi dunque in questa scelta? Per rispondere alla domanda, non c’è occasione migliore di una sfida testa a testa tra due camcorder appena presentati da Panasonic, in prova in anteprima sulle nostre pagine. Un serrato testa a testa impossibile e in qualche modo scorretto tra due apparecchi di diversa categoria, con un vincitore per ogni capitolo in attesa del verdetto finale.

Simili e diverse

HC-X1 e AG-AC30: ecco le sigle delle due videocamere a confronto. Si tratta di due apparecchi compatti e pensati per l’uso professionale, belli da vedere e comodi da usare. Ci perdonerete la franchezza di queste prime righe, ma oramai siamo abituati a valutare come molto importante il feeling out-of-the-box degli apparecchi in prova: in questo caso siamo rimasti colpiti da un design originale e pulito, molto pro, accompagnato dall’ottimo bilanciamento di entrambe le macchine. Nonostante alcune differenze estetiche evidenti, si assomigliano in qualche modo, e si possono riconoscere subito come frutto di una stessa mano.
La prima camera è la piccola AG-AC30, presentata allo scorso IBC. Veramente leggera e compatta, con i suoi 1.500 grammi di peso, è di fatto una macchina da battaglia per news ed eventi. Il layout dei comandi è essenziale e ben studiato, considerato che un corpo camera di queste dimensioni non ha tanto spazio per alloggiare troppi pulsanti e selettori: non mancano cinque pulsanti personalizzabili più quattro sul display touch, le tre ghiere servoassistite per fuoco, zoom e diaframma, così come i controlli professionali per l’audio, alloggiati sul lato sinistro e coperti da uno sportellino in plastica. Il display LCD touch estraibile è ricoverato in testa alla maniglia in un alloggiamento che è allo stesso tempo supporto per il microfono e ingresso audio XLR.
Il tappo dell’obiettivo è in gomma e di fattura economica, ma funziona bene. Intorno all’obiettivo c’è poi una chicca che non può passare inosservata: un anello luminoso che si tinge di azzurro a macchina accesa e di rosso quando si registra. Bellissimo, ma ovviamente si può spegnere dal menu.
La seconda videocamera – in prova in anteprima assoluta – è la HC-X1: nelle forme ricorda molto la AG-DVX200 (test completo su Tutto Digitale n. 101) a parte le dimensioni più contenute ed il colore, che in questo caso è un total black. Si tratta in pratica di una versione senza connessioni SDI e Timecode della AG-UX180, macchina che arriverà a breve nel catalogo professionale della casa giapponese.
A prima vista si capisce che la costruzione è più curata rispetto all’AG-AC30, com’è lecito aspettarsi dal costo superiore, con inserti tropicalizzati e linee spigolose, che le conferiscono un bel tocco di contemporaneità. Il paraluce ha il copriobiettivo integrato e sulla maniglia superiore sono presenti quattro fori filettati per installare accessori. Il numero di controlli dedicati è più alto: oltre alle tre ghiere indipendenti sull’obiettivo, abbiamo 9 tasti fisici personalizzabili più altri 4 sul display touch. Quest’ultimo è di dimensioni e risoluzione più generose rispetto a quello dell’AC30; anche il viewfinder OLED supera in comfort visivo quello della sorella minore, ed è inoltre dotato di un sensore di prossimità, con risposta regolabile dall’utente.
Le ghiere sono servoassistite in entrambe le macchine, con una buona risposta alle azioni dell’operatore.
Anche sull’HC-X1 non mancano ingressi XLR e controlli audio professionali, mentre con l’aggiunta di un accessorio wireless si può abilitare il controllo da iPad dell’apparecchio.
La macchina pesa circa 2Kg (che è comunque un valore molto interessante) e può essere impugnato anche per lunghi periodi grazie al baricentro ben posizionato, anche se lo avremmo gradito leggermente più spostato verso destra: magari già l’installazione di un mezzofucile può riportare il tutto verso la perfezione.
Insomma, dal punto di vista estetico ed ergonomico, entrambi gli apparecchi hanno qualcosa da dire, con una nostra preferenza per il coraggio delle linee spigolose della HC-X1 e per l’incredibile leggerezza dell’AG-AC30.
1-1, palla al centro.

Sotto la scocca

Esaminato l’aspetto esterno delle due videocamere, ci concentriamo ora sulle sezioni elettroniche. La HC-X1 monta un sensore MOS da 1”, un taglio che si sposa bene con il 4K e consente di non sacrificare la sensibilità degli apparecchi all’aumentare della risoluzione: secondo le specifiche, il sensore ospita 9.46 milioni di fotodiodi attivi in 4K, che diventano 8,79 in UHD.
Con una superficie sensibile più ampia di quella delle videocamere tradizionali è possibile quindi giocare con la profondità di campo, senza però arrivare ai livelli del Quattro Terzi o del Super35mm e conservando la compattezza del corpo macchina con ottica integrata.
La AG-AC30 monta invece un sensore di taglia più piccola, ovvero 1/3”, di tipo retroilluminato per assicurare una migliore resa alle basse luci. In effetti questa videocamera assicura delle prestazioni di buon livello anche alzando il guadagno fino a 12 dB: salendo a 18 dB abbiamo risultati ancora accettabili, mentre arrivando ai 24 ed oltre il rumore si fa sentire, anche se c’è da dire che la gestione dello stesso è migliorata di molto rispetto alle camere di qualche anno fa. La macchina è perfettamente in grado di lavorare nelle notti urbane mediamente illuminate, anche grazie ad un obiettivo con apertura massima pari a f/1,8.
A parità di guadagno, le immagini della HC-X1 sono più pulite di quelle della AC30, e anche in questo caso vale il suggerimento di non spingersi oltre i 18 dB. La macchina può lavorare anche a gain negativi e dispone di una modalità High Sens, che aumenta la sensibilità di circa uno stop, al prezzo di un aumento di rumore video davvero trascurabile. Segnaliamo che la X1 ha una modalità di ripresa IR, che va ovviamente accoppiata ad un illuminatore a raggi infrarossi per la ripresa notturna.
Come si può dedurre dalla forma e dalle dotazioni, la AC30 è pensata per chi fa news e ha bisogno di un apparecchio economico e leggero, versatile e facile da usare. Con in più alcune funzioni creative, come ad esempio il super slow motion, che vedremo più avanti.
Nonostante il comportamento alle basse luci per nulla deludente della AC30, la maggiore risoluzione di immagine e la migliore sensibilità ci fanno inevitabilmente propendere per la HC-X1, che segna il secondo punto e passa in testa nella nostra sfida all’ultimo pixel.

Due Zoom 20x

A prima vista la sezione ottica potrebbe indurre ad un altro pareggio: entrambi gli apparecchi infatti montano uno zoom 20x. Però nel caso della HC-X1 siamo di fronte ad un Leica Dicomar compatto e leggero, con grandangolo di 24 mm (25.9 in UHD): il dispositivo offre una buona qualità costruttiva e prestazioni in linea con quello che è lecito attendersi in un contesto così versatile e aggressivo nel prezzo. Il dettaglio delle immagini è buono, e solo in massimo grandangolo si può notare una leggera perdita di nitidezza sugli angoli estremi del quadro.
Lo stabilizzatore ottico aiuta a gestire correttamente le riprese a mano anche alla massima focale: quando si imposta la macchina in FullHD si attiva la modalità ibrida a 5 assi, che migliora ulteriormente la gestione delle vibrazioni, al punto tale che si riesce senza problemi a realizzare riprese fluide dall’interno di un’auto in movimento o ad ammortizzare una camminata, dopo un po’ di esercizio.
La videocamera dispone anche di funzione focus macro molto interessante, al punto che per provarne l’effettiva distanza minima di messa fuoco abbiamo dovuto rimuovere il paraluce per avvicinarci al soggetto. A completare il quadro, ecco i tre filtri ND integrati da 1/4, 1/16 e 1/64, quanto mai apprezzati per la gestione dell’esposizione in esterno giorno.
La AC30 è invece equipaggiata con un’ottica Panasonic più compatta e con grandangolo 29.5mm, un valore  che riesce ad essere utile nella maggior parte delle situazioni, senza strafare. La qualità dell’obiettivo è buona; si notano alcune aberrazioni cromatiche nelle porzioni periferiche del quadro, ma nel complesso più che accettabili. La fedeltà geometrica è apprezzabile su entrambe le ottiche, sia in wide che in tele, il che è una buona notizia. Il tabellino del nostro confronto si aggiorna, con il punto che va alla X1 per la sua funzione macro, i filtri ND e per la qualità ottica generale: 3-1

Slow motion & co.

Come abbiamo detto, l’AG-AC30 è una macchina votata alla semplicità e alla facilità d’uso, caratteristiche molto importanti quando si lavora in contesti di produzione molto rapidi: a questo principio risponde la possibilità di lavorare in un numero limitato di formati di registrazione, dal FullHD a 50 Mbps progressivo ed interlacciato alle varianti HD ed SD dell’AVCHD.
Entrambi gli apparecchi in prova – che condividono pienamente l’impostazione del menu – possono registrare i file in formato mov, mp4 ed AVCHD. La HC-X1 lavora infine in 4K a 24p, in UHD fino a 50/59,94p e in FullHD, con possibilità di selezionare per il 1080p anche la registrazione intraframe a 200 Mbps.
Spinta al massimo della sua risoluzione nativa, la X1 non delude le attese, consegnando all’utente immagini definite e ricche anche nei dettagli più minuti. La macchina si difende molto bene anche in FullHD, con lo scaling dei segnali che riesce ad adattare la risoluzione nativa al formato inferiore senza introdurre artefatti visibili: le immagini sembrano solo appena più morbide di quelle UHD, ma già riproducendo i segnali su un TV FullHD non si ha davvero nulla da rimproverare.
Il FullHD della AC30 ci è sembrato solo un po’ più morbido di quello della X1, ma anche in questo caso è più che adeguato ad essere riprodotto con soddisfazione su un televisore 1920×1080.
Entrambi gli apparecchi offrono poi una modalità di registrazione FullHD in slow motion, che può arrivare a 120 fps nel caso della X1 o ai 100 della AC30 in versione PAL. Il Super Slow va associato ad uno dei tasti personalizzabili e va poi attivato prima di premere Rec. Nel caso della AC30 la macchina opera un deciso overscan dell’immagine e consegna slow motion fluidi e con un buon livello di dettaglio. La X1 invece conserva l’angolo di campo impostato prima di attivare lo slow, ma non riesce a dare immagini pulite come quelle dell’AC30, con un po’ di aliasing a guastare la festa degli appassionati di ripresa al rallentatore. Non dimentichiamo, però, che la stessa X1 può registrare anche a 60p in UHD, il che apre comunque all’uso di un ralenti 2.4x anche alla massima risoluzione. La macchina infine può lavorare in frame rate variabile tra 2 e 60 fps.
I risultati della prova in slow motion assegnano dunque un punto – quantomai inatteso – alla AG-AC30, che riduce dunque le distanze: 3-2.

Look personalizzati

Come si conviene ai camcorder destinati ad un uso creativo, anche la HC-X1 dispone di un lungo elenco di parametri di immagine su cui intervenire: in questo modo è possibile personalizzare il look delle immagini come meglio si desidera. Si parte da otto curve del gamma: HD norm per le registrazioni HD, SD norm se si deve girare in standard definition. Poi c’è Still, che cerca di emulare il look delle fotografie e ben tre curve film, con attenzione crescente ai dettagli nelle alte luci. Infine i classici Panasonic Cinelike D e Cinelike V, rispettivamente per ottimizzare la gamma dinamica e il contrasto delle immagini. A queste impostazioni del gamma si aggiungono poi i controlli specifici per dettaglio generale, coring, skin tone, livello di dettaglio, controllo del guadagno, livello e fase di croma, matrice, piedistallo e ginocchio, black gamma, e DRS. Infine, la correzione colore a 16 assi indipendenti consente di bilanciare differenti macchine o impostare il colore creativamente già in fase di ripresa.
Nulla di tutto ciò è presente sulla AG-AC30, fatto salvo un veloce menu di scene che annovera sport, ritratto, soft skin, spotlight, neve, spiaggia, tramonto, panorama, fuochi artificiali e panorama notturno. Si possono altresì impostare il dettaglio e pochi altri parametri di immagine. Del resto se l’obiettivo di un apparecchio è accendersi e registrare, non serve dedicare spazio a personalizzazioni di immagine che non si useranno mai. Dunque a ciascuno i suoi strumenti, e alla HC-X1 il punto di questo capitolo: 4-2

Automatico e manuale

Come si conviene ad una telecamera che si rispetti, anche la piccola AG-AC30 dispone di un set completo di controlli manuali per fuoco ed esposizione, abbinati ai classici dispositivi di assistenza come il peaking in rosso e l’ingrandimento per agevolare la messa a fuoco, o la zebra e l’istogramma per valutare l’esposizione. Inoltre la macchina offre la livella su due assi ed anche una funzione di correzione automatica del fuori bolla, che ha però dei limiti di tolleranza piuttosto stretti: se la macchina si inclina troppo (ovvero anche poco) il sistema non riesce a correggere l’errore. A nostro avviso si tratta di una funzione superflua. Di grande importanza, invece, è il waveform monitor che si aggiunge sulla X1 alle funzioni presenti sulla AC30: si tratta di uno strumento importante e preciso per valutare la corretta esposizione dell’inquadratura, che però presuppone un tempo di lavorazione non troppo frenetico.
Le due camere possono lavorare anche in modalità intelligent Auto, demandando ai dispositivi di bordo la gestione di tutti i parametri di ripresa. Situazioni estreme a parte è sempre meglio mantenere il controllo sul dispositivo, magari affidandosi solo ad alcuni automatismi, come il tracciamento del WB o l’otturatore automatico, che offrono su entrambi gli apparecchi una buona risposta.
Segna invece un punto per la X1 l’autofocus che è dolce e preciso e può essere personalizzato in velocità, sensibilità e area. Inoltre sempre sulla X1 è possibile impostare transizioni di fuoco fino a tre punti. Punto alla X1, risultato sul 5-2.

Doppio slot

Entrambi gli apparecchi hanno due slot per schede SD e consentono di impostare la registrazione in relay: al riempirsi di una card, la macchina passerà sulla seconda senza perdere nemmeno un frame. Allo stesso modo, entrambi gli apparecchi possono lavorare in modalità simultanea, per avere un backup del girato subito pronto. La HC-X1 consente inoltre di registrare sulla seconda scheda un file proxy in FullHD da 50 Mbps o ancora più leggero da 8 Mbps. Tra le funzioni di registrazione più apprezzate, entrambe le macchine offrono il pre-rec e la registrazione ad intervalli, per realizzare i timelapse senza occupare schede e schede di memoria. Un sostanziale pareggio, visto che la mancanza del proxy non è un problema su una FullHD. Il risultato provvisorio si attesta dunque sul 6-3 a favore della HC-X1.

Il gol del LED

Ma la AG-AC30 ha dalla sua un guizzo semplice e geniale: sulla punta della maniglia ecco un illuminatore a led, che ci ha sorpreso per potenza e per la grande comodità d’uso. Perfettamente integrato davanti al microfono, è un’utile soluzione nelle situazioni critiche e può sostituire il led supplementare che ciascun videomaker porta sempre nella borsetta. Con lo zoom in grandangolo, la copertura luminosa decade sui bordi, ma basta stringere leggermente per avere una illuminazione uniforme. In dotazione un filtro diffusore ed uno di conversione a 3000K, dato che la temperatura nativa è di 5600K. Lavorando con il led acceso (c’è un interruttore dedicato, facilmente accessibile) ci si attenderebbe un consumo maggiore della batteria, ma alla prova dei fatti non abbiamo riscontrato un impatto apprezzabile sulla durata di una carica. Una indubbia comodità, che fa ridurre le distanze alla AC30 e porta il risultato sul 6-4 per la HC-X1.

Fischio finale

La nostra partita impossibile sul filo dei pixel (e dei tasti dedicati…) si sta velocemente avviando verso un risultato forse scontato, con la vittoria del camcorder di fascia più alta, ovvero la HC-X1. Ma il campo si sa a volte è ingiusto, e crediamo che, nonostante il punteggio, anche la AC30 abbia molto da dire – e da dare – a suoi utenti, sempre che se ne rispetti la natura di apparecchio pensato per l’uso da battaglia in campo ENG. E tornando alla domanda epocale – 4K o FullHD? – crediamo che in queste pagine una risposta sia già espressa: visto che ormai i costi di apparecchi come la Panasonic HC-X1 sono davvero contenuti, è possibile ipotizzare un passaggio senza troppe preoccupazioni alla risoluzione del futuro, anche se un buon muletto, da dedicare a compiti dove il FullHD basta e avanza, potrebbe essere sempre una scelta sensata. Se in questo caso è anche leggera, economica e con il led integrato, allora non c’è bisogno di aggiungere altro.
In fondo, anche sommando il costo delle due macchine, non si arriva nemmeno alla cifra che serviva per acquistare un camcorder prosumer da 1/3” di qualche anno fa.
Insomma, che siate alla ricerca di una macchina economica per iniziare o semplicemente per avere uno strumento in più nella vostra dotazione, o che vogliate dotarvi di un apparecchio al passo con i tempi e con qualche possibilità creativa, di sicuro troverete risposte adeguate – e non troppo esose – in casa Panasonic.

Stefano Blasi

 

Pagella

AG-AC30
ESTETICA              9/10
Linea semplice e moderna, con un vezzo di personalità nell’anello illuminato alla base dell’ottica.
COSTRUZIONE        8/10
Qualche concessione al risparmio per tenere il costo basso, come il display LCD o il viewfinder un po’ troppo piccoli. Nel complesso l’insieme è solido e compatto.
VERSATILITA’       9/10
Fare molto bene un compito specifico è a suo modo una garanzia di notti tranquille, con qualche tocco di creatività come lo slow motion a 100 fps e una bella idea nelle vesti di led integrato.
PRESTAZIONI FOTO E VIDEO       8/10
Il dettaglio delle immagini non è al top assoluto, ma è adeguato; anche la qualità ottica si attesta su un buon livello, considerate ingombro e peso. La pulizia in situazioni di bassa luce ci ha sorpreso.
RAPPORTO Q/P                      10/10
Il listino già è un buon prezzo, figuriamoci nelle offerte street cosa si può trovare: se avete bisogno di una camera da battaglia nel senso migliore del termine, eccola qua.

HC-X1
ESTETICA    9/10
Look total black e linee spigolose e moderne rendono la HC-X1 piacevole da guardare e facile da usare
COSTRUZIONE    9/10
L’insieme delle componenti è ben bilanciato e produce un insieme davvero interessante. La costruzione è solida e ben bilanciata.
VERSATILITA’    9/10
L’ottima scelta tra diversi formati e compressioni si affianca ad uno zoom ottico molto esteso con un grandangolo spinto per un camcorder. Mancano le connessioni video pro come l’SDI, ma per l’uso in studio c’è un modello fatto apposta.
PRESTAZIONI FOTO E VIDEO     9/10
In UHD la macchina consegna immagini con ottimo dettaglio e con sensibilità più che adeguata.
RAPPORTO Q/P    9/10
Poco più di 3000 euro per un apparecchio 4K con ottica integrata e sensore da 1” non costituiscono certo un prezzo esagerato.

AG-AC30
PRO
✔ Led integrato
✔ Peso e dimensioni contenute
✔ Stabilizzatore a 5 assi
✔ Slow motion
CONTRO
✔ Display e mirino piccoli
✔ Pochi tasti personalizzabili

HC-X1
PRO
✔ Filtri ND
✔ UHD a 60p
✔ Macro
✔ Sensore da 1”
CONTRO
✔ Aliasing sul Super Slow

Costruttore:  Panasonic Corporation, Giappone
Distributore: Panasonic Italia, viale dell’Innovazione 3, 20126 Milano tel. 02 67881- www.panasonic.it

Caratteristiche dichiarate dal costruttore

AG-AC30
Sensore: 1/3.1 pollice BSI MOS 6.03 MP
Ottica: 20x, F1.8 – F3.6, focale equivalente 29.5 – 612 mm [16:9], diametro 49mm
Filtri ND: no
Stabilizzatore: ottico a 5 assi
Illuminazione standard: 1400 lux
Illuminazione minima: 1.2 lx (Super Gain 36dB, Shutter 1/25)
Supporti di registrazione: SDHC/SDXC
Frequenze di sistema: 50,00 Hz
Formato di registrazione: MOV, MP4, AVCHD
Metodo di compressione: MPEG-4 AVC/H.264 High Profile
Modalità: MP4/MOV 1920×1080 50p 50M: 50Mbps/1920×1080 50i 50M:  50Mbps/ 1920×1080 25p 50M: 50Mbps
AVCHD: PS 1080 50p: 1920×1080, 25Mbps/PH 1080 50i: 1920×1080, 21Mbps/HA 1080 50i: 1920×1080, 17Mbps/HE 1080 50i: 1440×1080, 5Mbps/PM 720 50p: 1280×720, 8Mbps/SA 576 50i: 720×576 9Mbps
Segnale e compressione audio: MOV: LPCM (2ch)/MP4: LPCM (2ch)/AVCHD: DD 2ch)
Frame rate variabile: no
Slow motion: FHD 100 fps
LCD: 3.0-inch (3.0 type) Wide LCD monitor (Approx. 460K dots)
Mirino: 0.24-inch (0.24 type) Wide EVF (Approx. 1,555K dots equivalent)
Connessioni video: AV, HDMI tipo A
Connessioni audio: 2x XLR, uscita cuffie, rca stereo
Altre connessioni: remoto fuoco/iris e Zoom S/S, USB host e USB device
Led integrato: 300 lx (1.0m), angolo 30 grandi, 5600 K
Accessori forniti: adattatore CA, cavo, accumulatore 2900 mAh, cavo AV, supporto microfono, oculare parlauce, tappo, filtri led (diffusione e conversione a 3000k)
Assorbimento: 11.7 W
Dimensioni: Approx. 170 x 170 x 335 mm
Peso: circa 1500 g

HC-X1
Sensore: MOS da un pollice, 9.46 MP in 4K, 8,79 in UHD
Ottica: Leica Dicomar 20x, F2.8 ― F4.5, focale equivalente a 24,0-480,0 mm in 4K (25,4-508 mm in UHD/FHD), sezione 67 mm
Filtri ND: 1/4, 1/16, 1/64, OFF
Stabilizzatore: ottico a 5 assi
Illuminazione minima: 0,2 lx (F2,8, guadagno 18 dB, otturatore manuale a bassa velocità 1/2, modalità [HIGH SENS])
Sensibilità normale: F8 (2.000 lx, 3.200 K, 89,9% di riflessione, 1.080/59,94i) / F9 (2.000 lx, 3.200 K, 89,9% di riflessione, 1.080/50i)
Sensibilità High Sens.: F11 (2.000 lx, 3.200 K, 89,9% di riflessione, 1.080/59,94i) / F12 (2.000 lx, 3.200 K, 89,9% di riflessione, 1.080/50i)
Supporti di registrazione: Scheda di memoria SDHC/SDXC
Frequenze di sistema: 59,94 Hz / 50,00 Hz
Formato di registrazione: MOV, MP4, AVCHD
Metodo di compressione: MPEG-4 AVC/H.264 High Profile
Modalità: AVCHD PS 1.920 x 1.080 59,94p/50p: 25 Mbps/PH 1.920 x 1.080 59,94i/50i/23,98p: 21 Mbps /HA 1.920 x 1.080 59,94i/50i: 17 Mbps /HE 1.440 x1.080 59,94i/50i: 5 Mbps /PM 1280 x 720 59,94p/50p: 8 Mbps /SA 720×480/720×576 59,94i/50i: 9 Mbps
MP4/MOV: 4K 4.096 x 2.160 24p 100 M: 100 Mbps/UHD 3.840 x 2.160 59,94p/50p 150 M: 150 Mbps/UHD 3.840 x 2.160 29,97p/25,00p/23,98p 100 M: 100 Mbps/FHD 1.920 x 1.080 59,94p/50p/29,97p/25,00p/23,98p 200 M (ALL-Intra): 200 Mbps/FHD 1.920 x 1.080 59,94p/50p 100 M: 100 Mbps/FHD 1.920 x 1.080 59,94p/50p/29,97p/25,00p/23,98p/59,94i/50i 50 M: 50 Mbps (VBR)
Segnale e compressione audio: MOV/MP4: LPCM (2 canali)/AVCHD: Dolby Digital (2 canali)
Frame rate variabile: 30p: 2, 15, 26, 28, 30, 32, 34, 45, 60 fps/24p: 2, 12, 20, 22, 24, 26, 28, 36, 48, 60 fps/25p: 2, 12, 21, 23, 25, 27, 30, 37 e 50 fps
Slow motion: fino a 120 fps in Full HD
LCD: 8,88 cm (1.152.000 pixel)
Mirino: OLED da 0,99 cm (1.769.000 pixel)
Connessioni video: HDMI tipo A, video composito
Connessioni audio: 2x XLR, uscita cuffie, rca stereo
Altre connessioni: remoto fuoco/iris e Zoom S/S, USB host e USB device
Accessori in dotazione: adattatore AC, batteria ricaricabile 5900 mAh, caricabatterie, supporto microfono, oculare, paraluce
Assorbimento: 19,7 W
Dimensioni: Circa 173 x 195 x 346 mm
Peso: Circa 2.000 g

 

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