Test estratto da: Tutto Digitale 115 - Settembre 2017

Fotocamera mirrorless Sony α9 - Prezzo: € 5.300,00

Dopo il minitest in anteprima di maggio scorso, Tutto Digitale torna ad occuparsi dell’ammiraglia ad altissima velocità del costruttore giapponese, per consentirne una valutazione approfondita. La riprendiamo oggi tra le mani per raccontare ogni dettaglio, con un occhio speciale anche e soprattutto sulla notevole sezione video.

Fotocamera Mirrorless Sony α9

Da decenni ai vertici tra le videocamere professionali, Sony è stato forse il primo player tra i giganti Jap a scendere in campo nel settore fotografico, con soluzioni spesso originali. Con l’acquisizione di Konica-Minolta (2005), poi, l’azienda giapponese ha iniziato a spingere forte anche sul segmento ‘reflex’, ed oggi è uno dei nomi che contano nella foto digitale tout court.
Tra la prima Alpha 100 del 2006, e l’ultima A9, sono passate 11 primavere, tanti modelli e tre cambi di tecnologia, DSLR, SLT e Mirrorless. Proprio con quest’ultima soluzione e con il rilascio delle prime macchine senza specchio a pieno formato, A7, A7R ed A7S, e soprattutto con le loro seconde edizioni MK II, Sony ha definitivamente conquistato un posto nell’olimpo della fotografia digitale top class.
La A9 rinnova e rilancia la sfida, portando per la prima volta su una mirrorless di pieno formato il sensore a strati e l’otturatore elettronico global shutter. Il primo consente, grazie alla sua struttura ed alla memoria integrata, di poter scattare raffiche fotografiche ad elevatissima velocità e per una notevole durata. Al contempo, la struttura del sensore conferisce grandi prestazioni dinamiche all’autofocus, che si spinge sino a 120 fps, anche in modalità video, e copre tutta l’area di ben 693 punti.
L’otturatore elettronico è finalmente Global Shutter e quindi non è soggetto ai problemi di deformazione dei soggetti in rapido movimento delle macchine che abbiamo conosciuto sinora (rolling shutter), permette tempi di esposizione ridottissimi, sino a 1/32000 di secondo, e consente di scattare foto a raffica in assenza di rumore.
Queste sono alcune delle importanti caratteristiche della A9, che peraltro arriva sul mercato con un prezzo altrettanto ‘importante’…
Per la prova abbiamo affiancato al corpo macchina un obiettivo ‘top’, della serie G Master, il Sony FE 24-70mm F2.8 GM, tropicalizzato e quindi resistente a polvere e schizzi d’acqua, caratterizzato da apertura massima costante 2.8 su tutta l’estensione focale e diaframma a 9 lamelle. Ottimamente costruito, l’obiettivo è dotato di alcune funzioni, come il blocco meccanico dello zoom ed il pulsante di sblocco rapido del paraluce, che permettono di agevolare e rendere più sicuro lo smontaggio ed il trasporto.

Compatta e leggera

Nonostante ci troviamo al cospetto di una vera ammiraglia, il corpo macchina è estremamente compatto e leggero. Il confronto con la concorrenza DSLR di pari fascia è quasi impossibile. Rispetto ad altre reflex top class la A9 pesa circa la metà, appena 673 grammi con scheda e batteria, mentre il volume appare decisamente ridotto. In effetti, si tratta di una A7 un po’ più profonda, a causa soprattutto dell’impugnatura.
I materiali, plastica e metallo, sono di ottima qualità; il telaio è in lega di magnesio, leggero e resistente, progettato e rinforzato ove necessario per supportare ottiche lunghe e pesanti. Il corpo è certificato per essere tropicalizzato, anche se aprendo gli sportelli laterali che proteggono porte ed espansioni si nota l’assenza di specifiche guarnizioni di tenuta.
Pur essendo compatta la macchina si impugna bene, e, se non bastasse, tra le opzioni sono presenti due differenti grip aggiuntivi. L’originale GP-X1EM estende l’impugnatura solo sul lato destro, per dare l’opportunità anche a chi è dotato di mani molto grandi di impugnare la macchina con tutte le dita, mentre il più tradizionale battery grip VG-C3EM consente di ospitare al suo interno due batterie della nuova serie Z, duplicando di fatto l’autonomia operativa. Le batterie si montano su un pratico caricatore a slitta e possono essere ricaricate tramite la porta USB. Questo accessorio non costa pochissimo, ma è realizzato molto bene, con corpo in magnesio, e per agevolare al massimo lo scatto in verticale, è dotato di duplicazione di tasti, rotelle e joystick.

Connessioni a tutta prova

Come prevedibile vista la categoria del prodotto, il reparto connessioni ed espansioni è completo. Sul lato sinistro del corpo si trovano, sotto la medesima protezione, i connettori mic e cuffia, il multifunzione USB che consente anche di alimentare la camera, ed un micro HDMI; in dotazione viene fornito un accessorio in plastica per assicurare il cavo HDMI al corpo ed evitare danni e scollegamenti al connettore in caso di un piccoli urti. Sempre sullo stesso lato, un altro sportellino cela due prese che fanno intuire l’uso da studio dell’A9, ovvero il connettore sync per i flash ed un’utilissima porta ethernet, per l’upload automatico via ftp ad alta velocità.
Sulla destra della camera uno sportello protegge i due slot per le card, che non sono uguali. Lo slot 1 supporta schede SD, sino allo standard UHS-II, quindi su bus con velocità teorica sino a 312 MBps, mentre lo slot 2 può ospitare sia SD, su bus UHS-I (con velocità massima di 104MBps), sia Memory Stick Pro Duo.
La sezione wireless può contare su WiFi, Bluetooth 4.1 ed NFC. Non c’è il GPS ma la A9 embedda le informazioni relative alla posizione tramite la pratica app gratuita Sony PlayMemories Mobile, che permette di comandare la macchina e di visualizzare sullo schermo dello smartphone o tablet, il live view e le informazioni di ripresa. L’app – che in una macchina del genere riteniamo debba essere di serie – esiste sia per dispositivi Android che iOS.

Piccoli miglioramenti

Dal punto di vista ergonomico, la A9 mostra alcuni miglioramenti rispetto alle sorelle della serie A7, grazie soprattutto ai nuovi menu di gestione e ai comandi diretti, con tasti e controlli ‘fisici’. Nella parte superiore, nulla cambia nel lato destro, dove troviamo due tasti custom 1 e 3, e due rotelle, una per il selettore per le modalità di ripresa, dotato di tasto di sblocco, ed una per la regolazione dell’offset della modalità Program. Sempre in alto, ma nel lato sinistro, che in passato era vuoto, è stata introdotto ex novo un doppio selettore a rotelle coassiali, per la selezione del tipo di scatto ed il tipo di fuoco. La manopola centrale permette di impostare lo scatto tra singolo, raffica su tre velocità H/M/L, autoscatto e bracketing. Il selettore del fuoco offre la scelta tra focus manuale, manuale dinamico DMF ed automatico.
La nuova collocazione di quest’ultimo ha permesso di liberare spazio sul retro, dove ci sono le novità più importanti. Ci sono ben tre nuovi tasti, uno custom C3 e due con funzioni di default per la commutazione della modalità AF e per il blocco dell’esposizione, ma soprattutto appare, al posto del commutatore AF/MF,  il joystick multifunzione che permette, come abbiamo visto su altri modelli, di selezionare rapidamente il punto dell’inquadratura su cui andare ad effettuare il fuoco. Le due rotelle multifunzione sono ora più sporgenti e più pratiche da usare.
Il display posteriore LCD da 3” è di qualità (anche se forse un’ammiraglia avrebbe meritato un’unità ancora migliore) ed ora è sensibile al tocco. Lo schermo trasmette un buon feedback, ma alcune funzioni non sono supportate tramite tocco (navigazione dei menù…).
Questo dispositivo è snodato (sull’asse orizzontale, e quindi è orientabile solo verso l’alto o verso il basso), ed è dotato di un’ottima luminosità, che però non si adegua automaticamente in base all’illuminazione ambientale. Possono essere visualizzate, oltre al live view, informazioni e guide di tutti i tipi, ma la risoluzione da 1.4 MP non consente una visualizzazione ottimale del punto di fuoco. Tra le opzioni, è disponibile, a circa 40,00 euro, una protezione in vetro.
Il viewfinder, di nuova concezione, è molto valido. Ha una risoluzione quad VGA da quasi 4 MP, ed è in grado di aggiornarsi 120 volte al secondo; usando lo shutter elettronico il valore scende a 60, comunque elevato. Il mirino, inoltre, ha una copertura del 100% ed un ritardo di appena un millisecondo, caratteristiche adeguate alla classe della macchina.
L’interazione con i menu utente è stata migliorata soprattutto con l’introduzione della tab “My Menu” in cui è possibile inserire un numero cospicuo di funzioni da richiamare rapidamente. Il classico pulsante Fn (Function), posizionato sul dorso, permette di richiamare rapidamente sul monitor le 12 funzioni da utilizzare più frequentemente. L’uso è davvero pratico ed immediato, ed è possibile variare numerose funzioni anche durante la registrazione video senza che avvengano interruzioni.

Prestazioni fotografiche

Come già sottolineato, le caratteristiche speciali dell’A9 sono l’elevata velocità di scatto e messa a fuoco così come l’adozione dello shutter elettronico “Global Shutter”, ma la macchina non trascura un’altra caratteristica molto richiesta dai professionisti, ossia l’ottima tenuta ad alti ISO. Grazie al sensore a strati, retroilluminato, l’A9 riesce a spingersi sino a 51.200 ISO in modalità nativa e sino a 204.000 in modalità estesa, ma attenzione, usando l’otturatore elettronico il limite massimo scende a 25.600. A 51.200 un degrado è visibile ma non particolarmente fastidioso; le cose cambiano salendo oltre questo limite, già a 64.000 le immagini sono ricche di rumore e di finti colori, e  l’escalation prosegue sino al limite dei 204.000.
Un test su cui abbiamo concentrato la nostra attenzione è stato il confronto tra scatti con l’otturatore meccanico e quello elettronico, per verificare se i vantaggi offerti da quest’ultimo avessero un prezzo in termini qualitativi.
Il risultato? Esame superato: anche ingrandendo le immagini non è possibile riscontrare alcuna differenza. In modalità elettronica si scatta ad elevatissima velocità nel silenzio assoluto ed i soggetti in rapido movimento non appaiono deformati. Utilizzando il syncro flash però non è possibile utilizzare lo shutter elettronico; è invece necessario usare quello meccanico, limitato a 5 scatti al secondo, che produce del rumore anche se sempre entro limiti contenuti.
La messa a fuoco automatica non delude, rapidissima e molto efficace. Il focus tracking è un vero mastino, la sua velocità da 120 esecuzioni al secondo permette di seguire sempre i  punti ed i soggetti desiderati in movimento.
La modalità con il riconoscimento automatico degli occhi si attiva da menù ed è quasi stupefacente. L’A9 cerca nell’intera inquadratura l’occhio più vicino e mantiene con sicurezza il fuoco sul punto trovato, sicurezza che ritroviamo nelle raffiche da 20 fps. Va rimarcato però che Sony garantisce questa velocità solo con una serie di 12 ottiche compatibili, con focali fisse e zoom che coprono tutte le necessità, dai 12 ai 400mm, mentre altri 26 obiettivi sono garantiti per una velocità di 15 scatti al secondo.
La messa a fuoco manuale può avvalersi di due differenti assistenze. L’MF assist ingrandisce l’immagine automaticamente quando si aziona la ghiera del fuoco. Durata e grandezza dell’ingrandimento si impostano in maniera flessibile via menù. La seconda assistenza si chiama Focus Assist, ed è molto pratica se viene associata ad un tasto funzione custom. Attivandola l’immagine viene ingrandita senza agire sulla ghiera del fuoco. Il joystik consente per entrambe le modalità di selezionare l’area da ingrandire.
L’obiettivo Sony FE 24-70mm F2.8 GM, coprotagonista di questo test, fornisce un ottimo feeling durante la messa a fuoco manuale; la ghiera infatti oppone la giusta resistenza ed ha il corretto rapporto di demoltiplicazione, mentre tutte le caratteristiche si sono rivelate  adeguate alla fotocamera.
L’accoppiata, insomma, produce immagini naturali, molto belle; in nessun frangente sono apparse aberrazioni cromatiche o particolari disturbi ottici. L’apertura costante su tutta la focale agevola il funzionamento nelle diverse condizioni d’uso; il valore F2.8 permette di ottenere un effetto bokeh appagante.
In conclusione, l’ottica non ha difetti particolari, se non forse il peso, che su macchina come questa, tutto sommato leggera e compatta, comporta uno sbilanciamento in avanti. Che non è fastidioso quando si tiene la macchina tra le mani, ma può esserlo quando la si porta a tracolla.
Per lo sviluppo dei file RAW su desktop, Sony fornisce gratuitamente – come ormai sembra buona consuetudine per i modelli dell’azienda – una versione ad hoc di Phase OneCapture One Express, che, soprattutto per la riduzione rumore, garantisce ottimi risultati. La macchina è comunque in grado di sviluppare correttamente i file JPEG, che in media occupano  6MB ciascuno; i file RAW non compressi a 14 bit “pesano” circa 47MB contro i 24 dei compressi.

Prestazioni video

Inutile ricordare l’importanza di Sony nel mondo delle riprese videotelevisive e cinematografiche, grazie all’ideazione di formati di registrazione vincenti e macchine di elevate prestazioni. Tuttavia negli ultimi anni l’azienda si era trovata impreparata a fronteggiare il grande successo della Canon 5D Mark II e di altre DSLR e mirrorless usate con successo nel settore video ‘pro’. Le A7 avevano però riportato con prepotenza Sony nel mercato video, anche in tale fascia di mercato, ed oggi tocca alla A9 continuare nella stessa direzione. Diciamolo chiaramente: la A9 in video è eccellente e dotatissima; stupiscono però alcuni dettagli, alcune scelte, che lasciano pensare che il costruttore giapponese non abbia voluto calare tutti i suoi assi su questo modello, almeno con il firmware attuale (v.1.01). Rispetto alla concorrenza interna di A7S II e A7R II, infatti, mancano i profili colore S-LOG2 ed S-LOG3, ossia le modalità di ripresa a basso contrasto che permettono di memorizzare nei file la massima quantità possibile di informazioni e gamma dinamica; inoltre, rispetto alla concorrenza esterna, manca l’opzione di ripresa DCI (4096 pixel anziché 3840 di risoluzione orizzontale) ed i frame rate di 50 o 60p in 4K UHD.
Esclusi questi limiti, che per molti utenti potrebbero essere secondari, la A9 ha tutti i numeri che servono per conquistare i professionisti del video e del cinema indipendente. Registrazione 4K UHD interna con codec video XAVC S sino a 100Mbps 8bit 4:2:0, a 24, 25 e 30 Fps, registrazione Full HD sino a 120 Fps e sino a 100Mbps senza escludere AF e registrazione audio, sezione audio con ingresso microfono con power e uscita cuffia, opzioni complete e professionali per il collegamento di due sorgenti mic bilanciate con connettori XLR con phantom power +48V e controlli manuali.
Sul campo questi muscoli si fanno valere e non restano solo sulla carta. Il materiale 4K registrato, anche in questo caso, è naturale, dettagliato, bellissimo. Con immagini non troppo complesse, anche senza S-LOG, il codec XAVC S riesce a preservare le tantissime informazioni che il sensore riesce a cogliere. Durante i nostri test, con le impostazioni standard solo alcuni pattern problematici hanno mostrato artefatti. Chi dovesse aver bisogno di registrare ad un bitrate più elevato può usare un registratore esterno via HDMI.
Per ottenere già in camera “look” particolarmente belli, è possibile impostare programmi di ripresa creativi, che possono a loro volta essere personalizzati intervenendo su Contrasto, Saturazione e  Nitidezza.  Va sottolineato però che spingendo sulla nitidezza, il codec comincia subito a far fatica ed appaiono artefatti di compressione piuttosto evidenti.
L’autofocus durante le riprese video funziona egregiamente così come abbiamo verificato in uso fotografico. Qualsiasi sia il tipo o il programma di fuoco impostato, la camera e l’obiettivo riescono quasi sempre a lavorare perfettamente in simbiosi. Durante tutto il test ci è capitato solo un paio di volte che per frazioni di secondo il sistema abbia avuto bisogno di ricalibrarsi.
La messa a fuoco manuale ci ha trasmesso lo stesso feeling positivo che abbiamo già evidenziato in ambito fotografico; variare i piani focali e sfruttare la profondità di campo limitata offerta dal sensore full frame è pertanto facile. Per aiutare il fuoco, la macchina fornisce utili strumenti, come il peaking regolabile ed il “focus magnifier” (ma, attenzione, non l’MF assist, disponibile solo per la ripresa fotografica).
La tenuta ad alti ISO è impressionante. Distinguere riprese effettuate a 800 o 6400 ISO è praticamente impossibile. Il rumore video diventa visibile a 12.800 ISO ed aumenta progressivamente, sino alla soglia dei 102.000 ISO dove diventa paragonabile a quello di alcune concorrenti… a 12.800 ISO! Parallelamente all’aumento del rumore, oltre i 25.600 ISO, come è logico diminuiscono progressivamente i dettagli e la risoluzione reale.
La camera non registra solo in 4K, ma, egregiamente, anche in Full HD, e a differenza che in passato, senza crop o frazionamento del sensore, ma tramite riscalatura complessiva delle immagini che vengono comunque riprese in 4K. Quindi ora la lunghezza focale dell’ottica non viene raddoppiata per forza, ed il crop resta una scelta da impostare via menu.
In Full HD l’A9 permette di registrare sino a 120 fps, quindi con la possibilità di realizzare slowmotion estremamente fluidi, con supporto di audio ed AF. Qualificate concorrenti sono in grado di registrare ad una velocità ancora superiore, ma senza AF e senza registrare l’audio, che possono essere davvero preziosi. Dai test effettuati abbiamo riscontrato che l’A9, quasi perfetta in quest’area, ha però un piccolo margine di miglioramento.
I frame rate di registrazione video sono divisi in base ai sistemi PAL (multipli di 25), e NTSC, (multipli di 30). Impostando la macchina per il sistema PAL, è possibile selezionare come velocità massima di ripresa 100 fps; per poter accedere ai 120 fps bisogna entrare nel menu ed impostare il sistema su NTSC, operazione che necessariamente comporta la formattazione della scheda. Sulla stessa card non è infatti possibile registrare insieme sia clip PAL che NTSC.

Rolling vs global

Veniamo infine ad uno dei test più importanti per una macchina da ripresa video con sensore CMOS; la verifica della presenza e l’entità dei problemi causati dal rolling shutter. La presenza in scheda tecnica delle due parole magiche “Global Shutter” impone una verifica specifica. Come macchine da presa, Sony sinora ha prodotto solo la PMW-F55 con questo tipo di tecnologia, e la camera costa tutt’ora una cifra non propriamente abbordabile. Sinora tutti i modelli Sony, incluse le A7 mostrano in misura variabile il rolling shutter. Ebbene, l’A9 non ne è del tutto esente, ma il fenomeno è ridottissimo e la camera ha offerto notevoli prestazioni. Nel test non ha evidenziato alcun banding; sullo skew, la deformazione degli oggetti verticali muovendo rapidamente la camera, c’è un minimo di effetto, ma questo ora è all’altezza delle migliori macchine da presa e superiore a quanto visto rispetto alle sorelline A7.
La macchina è dotata della nuova serie di batterie della serie Z, che, rispetto alla precedente W, ha la capacità più che raddoppiata, 2200MAh. Grazie anche ad un consumo ridotto del 30% rispetto all’A7R II, l’autonomia operativa è notevole sia in modalità video che fotografica, e – sebbene non abbiamo contato gli scatti realizzati con una singola carica – tutte le sessioni di shooting sono state completate senza mai utilizzare la seconda batteria che avevamo a disposizione.
Da segnalare, infine, che tutte le prove sono state effettuate in condizioni climatiche proibitive (più di 40°C di giorno), e l’A9 non ha manifestato alcun surriscaldamento.

Goda chi può

Sony ha prodotto una grande fotocamera, con caratteristiche da ammiraglia vera, in un corpo davvero compatto e leggero per la categoria. Una fotocamera capace, nel contempo, di effettuare eccellenti riprese video con alcune limitazioni (la casa giapponese ha deciso, almeno in questa fase, di limitarne alcune capacità, omettendo l’S-LOG e non dotandola di un codec in grado di memorizzare la potenzialità del sensore in tutte le condizioni d’uso). Però, chissà, un aggiornamento firmware potrebbe aggiungere le poche features mancanti ed elevare ancor di più nell’olimpo questa macchina.
Il costo è elevato, ma appare proporzionato alle grandi prestazioni offerte e a tutto il resto. Chi può, l’acquisti e se la goda!

Paolo Castellano

 

Pagella

ESTETICA         9/10
L’impostazione estetica è quella – semplice, moderna, riuscita – della 7. Squadra che
vince non si cambia!
COSTRUZIONE         9/10
La costruzione è curata, e il prodotto adotta infiniti accorgimenti interni ed esterni studiati per l’affidabilità. Qualche dubbio solo sulla finitura,  a nostro avviso forse non all’altezza di un prodotto di questo livello e costo. In generale, una grande profusione di tecnologia di vertice, a vantaggio di prestazioni ed uso.
VERSATILITA’   9/10
Una mirroless che offre infinite opzioni foto e video, con minime limitazioni (slow motion video) e moltissime opzioni, ed una vocazione per la cattura di immagini sportive e naturalistiche. Qualche limite software per l’uso video.
PRESTAZIONI       9/10
Immagini davvero pulite, ricche di dettaglio, autofocus preciso e veloce, global shutter, possibilità di raffica impressionanti e nel silenzio quasi totale… cosa si può desiderare di più?
RAPPORTO Q/P        7/10
Una macchina ‘definitiva’, inevitabilmente di prezzo non popolare…

PRO
✔ Velocità di scatto impressionante
✔ Versatilità a tutta prova
✔ Stabilizzatore efficace
✔ Operatività veloce e silenziosa pure a raffica
✔ Shutter Elettronico “Global”
✔ Tenuta ad alti ISO
✔ AF eccellente sia in foto che in video
CONTRO
✔ Autonomia batterie in video
✔ Secondo slot per scheda non UHS-II
✔ Prezzo al pubblico sostenuto
✔ Limitazioni “software” per l’uso video

Costruttore:  Sony, Giappone
Distributore: Sony Europe Limited – Sede Secondaria Italiana, via Rizzoli 4 20132 Milano – tel. 02 618381 – www.sony.it

Caratteristiche dichiarate dal costruttore

Sensore: CMOS Exmor RS full-frame 35 mm, 24,2 MP (totali 28,3 MP)
Attacco obiettivo: innesto E
Foto: JPEG, RAW 14 bit non compresso (formato Sony ARW 2.3)
Dimensioni max: APS-C L: 3936 x 2624 (10 M); Full-frame 35 mm L: 6000 x 4000 (24 M)
Processore: Bionz X
Formato video: XAVC S / AVCHD Ver. 2.0 / mp4
Risoluzioni PAL: XAVC S 4K Ultra HD 3840×2160 24/25/30p a 100 e 60 Mbps; XAVC S Full HD 1920×1080 60/50/30/25/24p 50 Mbps; Full HD 1920×1080 120/100p 100 e 60 Mbps. AVCHD Full HD 60/50p 28 Mbps, 60i/50i/25p/24p 24Mbps, 60i/50i/25p/24p 17 Mbps; .mp4: 1920×1080 60/50p 28 Mbps, 30/25 16 Mbps, 1280×720 30/25p 6 Mbps.
FPS: NTSC: 1 fps, 2 fps, 4 fps, 8 fps, 15 fps, 30 fps, 60 fps, 120 fps, modalità PAL: 1fps, 2 fps, 3 fps, 6 fps, 12 fps, 25 fps, 50 fps, 100 fps
Audio: XAVC S: LPCM a 2 canali; AVCHD: Dolby Digital (AC-3) a 2 canali, Dolby Digital Stereo Creator, mp4: MPEG-4 AAC-LC a 2 canali
AF: ibrido (AF a rilevamento di fase/AF a rilevamento di contrasto), 693 punti in FF
Esposizione: misurazione valutativa a 1200 zone
Stabilizzatore di immagine: Steadyshot a 5 assi; compensazione 5 stop
Otturatore: elettronico, a traslazione verticale, su piano focale: da 1/32000 a 30 sec.
Sensibilità ISO: 100-51.200, espandibile fino a ISO 50-204.800 (100-102.400 in video)
LCD: TFT da 7,5 cm (3”), 1.228.800 punti
Mirino: Quad-VGA OLED 1,3 cm (0,5”), 3,686 MP, 0,78x, cop. 100%, diottrie da -4 a +3
Supporti di registrazione: Memory Stick PRO Duo, MS PRO-HG Duo, MS Micro (M2), SD, SDHC (UHS-I/II), SDXC (UHS-I/II), microSD,  microSDHC, microSDXC. – Slot 1 per scheda SD (conforme UHS-I/II), Slot 2: multislot per MS Duo/SD (conforme UHS-I)
Connessioni: slitta esterna per flash di sistema alpha, Connettore HDMI micro (tipo D), terminale USB, mic in, out cuffie. Connettività WiFi ed NFC.
Dimensioni: 126,9 x 95,7 x 63,0 mm –
Peso: 673 g solo corpo

 

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